HUGHES / MIMMO / SCHLECHTA / VOLQUARTZ «Cadenza del crepuscolo»

14780

AUTORE

Hughes/Mimmo/Schelechta/Volquartz

TITOLO DEL DISCO

«Cadenza del crepuscolo»

ETICHETTA

Amirani


Se c’è uno strumento che negli ultimi anni si è reso protagonista di un ritorno prepotente quanto inaspettato, è senz’ombra di dubbio l’organo a canne. Lo si è riscoperto lungo un ampio fronte sonoro, come stanno a testimonia re gli album della serie «Hermetic Organ» di John Zorn, o i lavori di Aine O’Dwyer, Anne von Hausswolff e Sarah Davachi, per non dire di Kit Downes in un’orbita relativamente più vicina al jazz. Aveva visto lontano, il compianto Fred Van Hove, alle prese con pedaliere e tutto il resto in chiesa già quarant’anni fa, facendo da autentico progenitore di questo variegato rinascimento. In tal senso, da diversi anni, anche Schlechta si da fare in compagnia del connazionale Volquartz, incrociandosi con partner disponibili ad avventurarsi in zone poco battute se non ignote della terra dei suoni. Nasce da queste premesse il quartetto ritrovatosi a suonare nella chiesa evangelica di Hofgeismar, perché a Mimmo e Hughes non fanno certo difetto il coraggio e il piacere di avventurarsi oltre ogni frontiera. Il risultato premia l’impegno profuso dai quattro nell’esplorare un mundus subterraneus dai contorni incerti, sicuramente affine ai paesaggi interiori che prendono forma al crepuscolo; infatti, il titolo dell’album è davvero indicativo della materia sonora modellata nel corso del concerto e non soltanto un’espressione suggestiva. Il registro basso, il carattere austero, l’andamento lento e maestoso sono i tratti comuni a tutti e sei i brani, che lambiscono i territori della ambient music più oscura e del minimalismo ma evitando la monotonia spesso inevitabile da quelle parti, grazie agli interventi solistici, agli intrecci e ai rimandi, in definitiva al dialogo collettivo. Tutto appare come un viaggio tra spazi siderali durante il quale si manifestano ombre minacciose e brillii di suono, dove a tratti ci si affaccia su abissi che celano il silenzio; qui la materia sonora è mossa una vibrazione costante e si evolve costantemente. I clarinetti di Volquartz increspano l’oscurità, il soprano di Mimmo splende di luce lunare, lungo le corde del contrabbasso di Hughes scorrono dissonanze e linearità, volumi e dinamiche, bordoni e crescendo, accumuli calibrati di suono emergono dal corpo dell’organo suonato da Schlechta. Dinamiche evidenti sin dall’iniziale Gliding Over Silent Seas, che prende corpo da un grumo iniziale originato dall’organo e sostenuto dal movimento vibrante delle corde del contrabbasso da cui sorgono, si direbbero emanati, spessi filamenti di suono emessi dal clarinetto contrabbasso, mentre il soprano a sua volta sprigiona lampi istantanei e il dialogo prende forma, fino a tornare all’origine, al solo organo che pare allontanarsi e posarsi altrove nella conclusiva Il tempo dell’abbandono. Da ascolto profondo.
Fucile

pubblicata sul numero di maggio 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

amiranirecords.com

FORMAZIONE

Ove Volquartz (cl.b., cl. cb.), Gianni Mimmo (sop.), Peer Schlechta (organo a canne), John Hughes (cb.).

DATA REGISTRAZIONE

Hofgeismar, , 8-11-21.