Mary Halvorson Octet «Away With You»

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AUTORE

Mary Halvorson Octet

TITOLO

«Away With You»

ETICHETTA

Firehouse 12 Records

 


La vertiginosa parabola artistica della chitarrista del Massachusetts – di certo non più soltanto una «giovane promessa» e non per mere ragioni anagrafiche – non cessa di destare ammirazione, per la frequenza delle pubblicazioni (ben sette nel biennio trascorso, come leader o co-leader, cosa del resto conforme alle abitudini di una carriera sempre molto feconda), ma soprattutto per la grande versatilità dimostrata e la qualità estrema delle produzioni. Nell’alternanza delle varie formazioni, variabili dal solo al duo al quartetto e all’ottetto del presente album, attraversando due diversi trii, è proprio l’organico più esteso che si lascia preferire.
Se già «Illusionary Sea» (2013) aveva riferito d’una maturazione evidente – per le rivelate capacità di bandleading della pur sempre giovane Halvorson, a capo di un manipolo di straordinari talenti, e per la sua gestione della tavolozza timbrica, accanto alla sfida non secondaria della complessità compositiva –, in «Away With You» giungono puntuali conferme e ulteriori affinamenti. Tutto nell’album è pressoché perfetto, a partire dalla scelta di ampliare ancora il gruppo con l’aggiunta (che si rivela di importanza centrale) della Alcorn alla pedal steel, foriera di aperture soniche nei termini d’una suggestiva ambientazione. Proprio la presenza di questo contraltare garantisce alla Halvorson una libertà maggiore, sciogliendo dei grovigli ritmici e consentendole di sprigionare dei veri campi di forza. Il suo stile rimane tuttavia inconfondibile, nel continuo saliscendi tra strutture a incastro, momenti di parossismo e conseguenti rilasci repentini, dopo gli apici della tensione, giocati sui toni soffusi d’una straniata malinconia, qui più presente che in altre opere.
Mirabile il wunderteam di talenti a disposizione (e la sua gestione) nel quale spicca senz’altro il quartetto dei fiati (ma non meno del solido ancoraggio garantito dalla ritmica). Da segnalare soprattutto, tra i brani, la meraviglia di The Absolute Almost (No. 52), lo spiraliforme The Inky Ribbons (No. 53), Fog Bank (No. 56), di rara raffinatezza, e l’incalzante brano eponimo (No. 55). Gli aspetti di coinvolgimento emotivo che la musica sa garantire fugano ogni dubbio di trovarsi di fronte a una raziocinante «nuova Accademia».
Da non perdere.

Cerini


DISTRIBUTORE

firehouse12records.com

FORMAZIONE

Jonathan Finlayson (tr.), Jacob Garchik (trne), Jon Irabagon (alto), Ingrid Laubrock (ten.), Mary Halvorson (chit.), Susan Alcorn (pedal steel), John Hébert (cb.), Ches Smith (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

New Haven, 17/18-12-15