LA HABANA DI PEDRITO MARTINEZ

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Chi l’ha visto e ascoltato nelle scorse edizioni di Umbria Jazz sa già di aver assistito a qualcosa di speciale. Pedrito Martinez, giunto dritto dall’Avana a New York alla fine degli anni Novanta, è un’autentica bomba, soprattutto dal vivo. Ma adesso debutta su disco per la Motéma con un album (“The Pedrito Martinez Group”, distribuito in Italia da Egea) destinato a far parlare di sé. Assieme al leader, percussionista di ormai lunga esperienza (Kip Hanrahan, Paquito D’Rivera, Steve Turre, Me’shell Ndege’Ocello, Eddie Palmieri, Cassandra Wilson, Joe Lovano e Sting, tra i tanti), tre musicisti straordinari, a cominciare dalla travolgente pianista e cantante Ariacne Trujillo, anch’essa di origine cubana, per finire con il bassista venezuelano Alvaro Benavides e un secondo percussionista, il peruviano Jhair Sala.

Un disco, tra l’altro, pieno di ospiti molto speciali: Wynton Marsalis, John Scofield e Steve Gadd, oltre all’inconsueta presenza, come voce recitante, dell’attore Matt Dillon (che ricorderete – speriamo – dai tempi dei Ragazzi della 56° Strada e di Rusty il selvaggio).

Latin Jazz rules! E questo è un disco da non perdere.

Redazione