Eric Watson «Silent Hearts»

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AUTORE

Eric Watson

TITOLO DEL DISCO

«Silent Hearts»

ETICHETTA

Sunnyside

 


 

Un trio più compatto, grazie anche al subentro di un coinvoltissimo Mark Dresser allo scettico e ludico Lindberg, e una musica ulteriormente profonda, intensa. Siamo al frutto maturo di ciò che i due precedenti lavori avevano seminato.

Il lirismo watsoniano ne è protagonista soprattutto nella sua frequenza più pensosa e, tra composizioni nuove (Silent Hearts, Borrowed Time e Poem For J.F.) e rivisitate (The Bystander, Surreptitious Entry e Sister Take Sides), ci offre un bel po’ di piccoli capolavori tutt’insieme. Tanti pezzi che si ha la sensazione di assorbire e interiorizzare in ogni passaggio indipendentemente dalla chiarezza della melodia scritta. Quello che può forse dirsi il più originale, The Bystander (creato nel 1994 per un disco in duo con la cantante Linda Sharrock), galleggia su una progressione di armonie enunciata da un arpeggio di quattro note.

Ma non è meno suggestivo il ritmico e teso Bushwacked (posto tra l’iniziale title piece e The Bystander), anche per il bel contrasto che stabilisce con un bridge a dir poco sognante. Ci si domanda invece come mai Watson abbia voluto riproporre il suo magistrale Punchin’ Paich Patch (il solo altro pezzo agitato del disco) dotandolo di una lunga introduzione in solo di spirito black and blue (che ricorda fin troppo Randy Weston) e ricorrendo nell’improvvisazione non soltanto a fioriture tyneriane (in realtà non estranee alla sua storia e neppure così fastidiose), ma anche a qualche tempesta alla Cecil Taylor, ripresa peraltro nel finale. Perché mai questo «tradimento» della compiutezza autoriale acquisita? Forse per aver ceduto all’entusiasmo in una seduta che scorreva davvero magicamente, cosa di cui non si può certo dubitare.

Vitolo


 

DISTRIBUTORE

FORMAZIONE

Eric Watson (p.), Mark Dresser (cb.), Ed Thigpen (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

1998.