Dizzy Gillespie «Live In Vegas 1963, vol. 1 & 2»

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AUTORE
Dizzy Gillespie
TITOLO DEL DISCO

«Live in Vegas 1963, vol.1 & 2»

ETICHETTA
Jazz Rewind

 

 


La pubblicazione ufficiale di materiale inedito di Gillespie non è stata purtroppo frequente negli ultimi anni, e basterebbe già questo a farci accogliere con gioia i novanta minuti di musica offerti dai due cd appena giunti sul mercato. Se poi aggiungiamo che la qualità audio si rivela eccellente e che il quintetto di Dizzy era un efficiente meccanismo a orologeria che non è mai stato apprezzato per quanto meritava, ecco che l’acquisto diventa pressoché obbligatorio.

Ma è strano che nessuno della casa discografica – e neanche il sempiterno Scott Yanow, che firma le logorroiche e inutili note di copertina – abbia avuto la curiosità di stabilire la data esatta di questo concerto (e sì che viene ringraziata anche la locale rappresentanza dell’AFM, il sindacato musicisti…), perché si sarebbe subito accorto che quella versione del quintetto di Dizzy non poteva aver suonato nel 1963 a Las Vegas così come in nessun’altra parte del mondo. E il motivo è semplice, addirittura banale: Wright e Schifrin non facevano più parte del gruppo fin dalla seconda metà del 1962. Il sassofonista si era dimesso a fine settembre, dopo il festival di Monterey, Schifrin l’11 novembre: sostituiti rispettivamente da James Moody e Kenny Barron.

La formazione è quindi giusta – ce lo rivela l’ascolto – ma la data è assolutamente sbagliata. Per risalire a quella corretta ci viene in aiuto la presenza di Manhã de Carnaval, il brano scritto da Luiz Bonfá per la celeberrima colonna sonora del film Orfeu negro. Il film è del 1959 (e nel 1960 vinse un Oscar) ma l’enorme diffusione del brano negli Stati Uniti ebbe inizio solo nella tarda primavera del 1962 con la versione di Vince Guaraldi per la Fantasy, seguita poco dopo da quella Verve di Stan Getz con Gary McFarland. Ed ecco che possiamo ragionevolmente restringere l’ambito dell’indagine all’estate 1962.

Domanda: perché mai Dizzy era finito a suonare a Las Vegas col suo quintetto in piena estate e in un gigantesco centro congressi (già allora uno dei più grandi del mondo, a quanto pare)? Passi, se fosse stato per un ingaggio in un club, nonostante l’attività strettamente jazzistica della città del Nevada non fosse poi così intensa: ma perché farlo esibire in un luogo dalla capienza smisurata con un gruppo che aveva sì un certo richiamo ma non era certo quello di un Getz o un Miles? C’è una sola risposta, ed è quella che Gillespie facesse parte del cartellone di un festival. E, guarda un po’, a pagina 26 del numero di luglio-agosto 1962 di Musica Jazz, sotto il titolo «Anche Las Vegas avrà il suo festival…», troviamo scritto che dal 7 all’8 luglio, al festival in questione, «parteciperanno tra gli altri Julian Adderley, Art Blakey, Benny Carter, Dizzy Gillespie, Buddy de Franco». E il concerto riportato su questi cd risale proprio alla prima serata del festival, precedendo di una abbondante quindicina di giorni l’esibizione al festival di Antibes pubblicata all’epoca dalla Philips su «Dizzy On The French Riviera» (con due brani in comune, tra l’altro, ed entrambi di Schifrin).

La musica che si ascolta su questi dischi è di livello uniformemente alto. Certo, il quintetto con Moody e Barron avrebbe poi vantato individualità solistiche ben superiori, ma l’entusiasmo e il vigore di Wright e, soprattutto, la sapienza architettonica, da arrangiatore, di Schifrin riescono qui a fare la differenza.

Conti


 

DISTRIBUTORE

hindsightrecords.us

FORMAZIONE

Dizzy Gillespie (tr., voc.), Leo Wright (fl., alto), Lalo Schifrin (p.), Christopher White (cb.), Rudy Collins (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

7-7-1962