Aki Rissanen «Art In Motion»

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AUTORE

Aki Rissanen

TITOLO DEL DISCO

«Art In Motion»

ETICHETTA

Edition


Sarà un caso che questo terzo disco del pianista norvegese sia stato registrato nella città nota per aver ospitato Jean Sibelius. Vero è che qui c’è tutta la sapienza e bravura nordica nell’arte pianistica e compositiva che Aki Rissanen ha mutuato dalla cultura finlandese. C’è la naturale maestria nel mettere insieme linguaggi musicali diversi (solo in apparenza): dal fraseggio classico al jazz meditato scandinavo, alle tessiture elettroniche, alla costruzione pop dei brani che tengono sempre in caldo la melodia. Il titolo ne fa un concept album, visti i contenuti musicali. Dalle movimentate onde sonore di Art In Motion, dove al delicato – e incessante – martellare sui piatti di Mäkynen fa eco un tappeto groovy di Lötjönen che permette a Rissanen di costruire volumi, fiondarsi in argomentazioni lampo di classica, e costruire scale su scale interrotte da illuminanti silenzi. Ma questo è solo l’inizio, perché i brani si succedono spazzando via ogni banalità. Facts And Fictions è un mainstream interrotto, con uno swing suggerito da Rissanen che accende i riflettori sulla sua impeccabile tecnica, dal tocco delicato da cui deriva una profonda chiarezza di discorso. Un trio coeso, amalgamato al punto giusto e capace di donare chiarezza jazzistica anche alla prosodia di Carlo Gesualdo qui ossequiato con Moro lasso al mio duolo, umbratile e magnificamente interpretato con incedere sinfonico. Chapeau anche a Bach con ​Das Untemperierte Klavier, una sorta di calembour per ricordare l’avanguardismo bachiano, che Rissanen inscatola – con tanto di fiocco – in una serie di scale spezzate architettate con la destra, mentre la sinistra drappeggia una linea di basso continuo e le corde larghe, tornite e nervose di Lötjönen fanno da cornice unitamente al drive impeccabile di Mäkynen. Il limpido lirismo viene fuori in ​Cantus Arcticus, Melancholy del compositore finlandese ​Einojuhani Rautavaara, con l’ostinato che si sfalda lentamente. E così anche in Love Song, con intervalli irregolari che schiudono le porte – con improvvisa rapidità – a melodici fraseggi. L’album si chiude con una ballad da leccarsi i baffi: Alava maa.

Ayroldi

[da Musica Jazz di gennaio 2020]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Aki Rissanen (p.), Antti Lötjönen (cb.), Teppo Mäkynen (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Järvenpää,19 e 20-3-19.