Come nasce l’idea di «Vocàlia» e in quale momento del tuo percorso artistico senti che questo progetto è diventato necessario?
Questo disco nasce e si sviluppa in un periodo di grande trasformazione della mia vita che è stato la maternità dove ogni equilibrio si è modificato creando spazi e tempi diversi. La mia creatività si è adattata e ha preso nuova forma mettendo alla luce nella sua nuova forma il suo essere necessaria nella mia vita. Quando il tuo tempo e il tuo spazio sono totalmente condivisi con un’altra creatura, è lì che vedi chiaramente cosa conta davvero e cosa vale la pena di portare avanti. Questo disco è stato quindi fortemente voluto, pensato e prodotto con il massimo della focalizzazione e della volontà in nome del mio grande amore per la musica. L’esigenza era quella di creare un album particolarmente significativo in nome di un momento così importante per la mia vita.
Cosa rappresenta per te pubblicare questo lavoro con GroundUp Music, l’etichetta fondata da Michael League?
Sono infinitamente grata a Michael per aver dato fiducia a questo album per me molto ambizioso che ho ritenuto fosse giusto proiettare verso un mercato internazionale. Stimo e apprezzo molto la produzione e il modo di fare musica di Groundup che in maniera indipendente e avulsa da ogni logica di mercato, porta avanti e sposa progetti coraggiosi e creativi. Mi sento felice di fare parte di questo calderone di grande musica e mi auguro sia l’inizio di un cammino che possa portare la mia musica ad incontrare persone in più parti del mondo possibili.

Foto di Ilenia Tesoro
Prossimamente sarai in tour per la presentazione di «Vocàlia». Quale sarà la dimensione live del disco e quanto si differenzia dalla registrazione?
Stiamo lavorando in una direzione differente rispetto al disco perché crediamo che la dimensione del live debba donarci e di conseguenza donare agli spettatori nuove forme e nuove possibilità di ascolto delle stesse canzoni, metterle sotto una luce diversa che semplicemente prende vita in quell’istante e si può trasformare di concerto in concerto, da un interplay ad un altro. Sarà un live in trio dove metterò in campo la creazione estemporanea della costruzione di un’orchestrazione con l’obiettivo di rendere lo spettatore partecipe del processo creativo, della creazione tassello per tassello del mio pensiero armonico, usando la tecnica del looping che ti permette di montare i pezzi di un puzzle e sentire come il risultato finale possa viaggiare nel tempo. Non ci sarà il coro di voci ma verrà riprodotto istantaneamente da me in maniera estemporanea, sostenuta da un grande lavoro di groove insieme ai miei collaboratori, Filippo Bubbico e Gabriel Prado.

Guardando alla tua evoluzione, come è cambiato il tuo modo di scrivere e arrangiare musica nel tempo?
Sicuramente passo dopo passo, imparo ad ascoltare solo ciò che è autentico e fedele al suono che mi fa emozionare. Questo mi permette di mettere a fuoco quali sono i miei gusti armonici e melodici e renderli caratterizzanti in maniera del tutto spontanea. La caratterizzazione perciò è solo una conseguenza di una ricerca il più sincera possibile. Ho imparato anche che la collaborazione e la scrittura condivisa sono una bellissima opportunità di incontro con altri artisti e altri modi di vedere. Infatti è la prima volta che co-scrivo un intero disco.
Alceste Ayroldi
