Thelonious Monk «Les liasons dangereuses»

2002

AUTORE

Thelonious Monk

TITOLO DEL DISCO

«Les liasons dangereuses»

ETICHETTA

Sam Records / Saga

 


 

Nonostante il 2017 possa essere considerato un anno d’oro, dal punto di vista jazzistico, per quanto riguarda il disseppellimento di inediti storici (tanto che un’etichetta specializzata in riesumazioni come la Resonance è ormai diventata oggetto di studio su come si debba e si possa lavorare con gli archivi, sia di organizzazioni pubbliche sia di imprese private, tipo club come il Keystone Korner) era quasi scontato che la palma del recupero più interessante sarebbe andata a questo doppio album di Thelonious Monk che comprende gli esiti di una seduta newyorkese del 27 luglio 1959, organizzata da Marcel Romano per incidere la colonna sonora del film di Roger Vadim Les liaisons dangereuses. Il regista non era nuovo al coinvolgimento di jazzisti (vedi Sait-on jamais con il Modern Jazz Quartet), ma crediamo che passare dalla precisione e dalla professionalità di John Lewis agli imprevedibili sbalzi d’umore di Thelonious sia stata per lui un’esperienza singolare assai. Ricordiamo anche che, fino a oggi, le uniche musiche uscite sul mercato ad avere un rapporto diretto col film erano state quelle di Duke Jordan (altro personaggio singolare) firmate, per biechi motivi economici, come «Jack Marray» e pubblicate a nome di Art Blakey. La complessa vicenda legata a Monk e a questa colonna sonora è raccontata con dovizia di particolari – e di fotografie – nelle 56 pagine del bel volumetto allegato al box, e che riporta tra l’altro un puntuale intervento critico del sempre attento Brian Priestley. Servirà anche aggiungere, a beneficio del potenziale acquirente, che il 1959 è un anno non tra i meglio documentati di Monk, il quale viveva una problematica situazione umana e professionale a causa del ben noto ritiro della cabaret card, senza la quale gli era impossibile lavorare nei locali della cerchia urbana newyorkese (tanto che il famoso concerto alla Town Hall, poi pubblicato a pezzi e bocconi dalla Riverside e all’epoca strapazzato da una critica delirante, fu dovuto a un escamotage del manager del pianista per tenerne vivo il nome). Per farla breve, si tratta di un disco indispensabile.

Franco Vailati

 


 

DISTRIBUTORE

 

FORMAZIONE

Thelonious Monk (p.), Barney Wilen, Charlie Rouse (tenore), Sam Jones (cb.), Art Taylor (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Nola Penthouse Sound Studios, 111 W. 57th St., New York, Monday, July 27, 1959.