Skety: il jazz a cappella sbarca a Fossano per Vocalmente

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Anche quest’anno, come da quattro anni a questa parte, il delizioso borgo di Fossano (CN) per quattro giorni si trasforma nella capitale mondiale della musica a cappella, in tutte le sue possibili declinazioni. Non ultima quella jazz, che regala una nuova veste esclusivamente improntata sulla voce a concetti come improvvisazione, jam session e armonia. La rassegna Vocalmente è molto più di un semplice festival musicale: con i suoi stage didattici, i microfoni aperti ai gruppi emergenti, i concerti e le numerose jam session, è un appuntamento imprescindibile per tutti i professionisti e gli appassionati del settore che invaderanno a centinaia le strade della cittadina dal 6 al 9 settembre. Tra i gruppi più attesi del 2017 figurano senz’altro gli Skety, un sestetto originario della Repubblica Ceca che ha già ottenuto numerosi riconoscimenti e plausi sia dalla scena jazz, da cui tutti i membri provengono, che dalla comunità a cappella, in cui si sono fortemente radicati negli ultimi anni. Traslare l’immaginario e la tecnica di un musicista jazz in un territorio esclusivamente vocale è un duro lavoro, che richiede grande tecnica e abilità, racconta Alice Bauer, co-fondatrice degli Skety.

Com’è nato l’ensemble?
Ci siamo incontrati quattro anni fa al conservatorio Jaroslav Ježec di Praga, dove ci stavamo specializzando nel dipartimento di Jazz. Dopo un anno abbiamo formato il gruppo e nel 2014 è arrivata la consacrazione quando abbiamo vinto un importante premio, il Ward Swingle Award per il miglior ensemble jazz. Da allora siamo riusciti a imporre l’attenzione sulla nostra musica. Anche perché la Repubblica Ceca è un paese piccolo: noi jazzisti ci conosciamo tutti!

La musica a cappella è molto diffusa, in Repubblica Ceca?
Stiamo cercando di contribuire a diffonderla: non solo organizzando concerti ed eventi che possano dare spazio anche a gruppi meno conosciuti di noi, ma anche con una rassegna che abbiamo creato personalmente, il Prague A Cappella Festival, che sbarcherà a Praga con la sua seconda edizione a fine settembre. Gli ospiti d’onore saranno gli italianissimi Cluster, che quest’anno curano la direzione artistica di Vocalmente.

A proposito, è la vostra prima volta a Vocalmente?
Alcuni membri degli Skety avevano già partecipato alle edizioni precedenti di Vocalmente, per seguire i workshop e assistere ai concerti, e il nostro Petr Wajsar aveva anche partecipato alla competizione per loop station. Questa è la nostra prima volta sul palco tutti insieme, però, e siamo molto felici di essere stati invitati!

Che tipo di spettacolo porterete?
Il nostro repertorio si differenzia in due filoni: il primo è strettamente jazz, con brani cantati in inglese, e il secondo è più pop e le canzoni sono in lingua ceca. Cercheremo di dare spazio a entrambe le nostre anime, ma ci sarà molto più di questo nel nostro show. Ci lanceremo anche in performance molto particolari: uno dei brani più noti e apprezzati tra quelli che abbiamo reinterpretato, ad esempio, in origine era stato composto per un quartetto d’archi. Arrangiarlo solo per voce è stata una vera sfida!

In che modo il jazz può integrarsi in un repertorio a cappella?
In molte maniere diverse. Noi, ad esempio, improvvisiamo nel senso più tradizionale del termine, con assoli e vere e proprie jam session, sia sul palco che in studio. Ma il jazz può dare un’impronta forte anche agli arrangiamenti vocali e alle percussioni vocali, come il beatbox: il nostro retroterra ci permette di differenziarci molto dagli altri gruppi a cappella esistenti. Anche il nostro amore per la complessità deriva sicuramente dai nostri trascorsi jazz. In generale, però, tutti noi abbiamo diverse esperienze che contribuiscono a renderci unici nel nostro genere. Io ho vari progetti all’attivo, nell’ambito del jazz e della musica classica; Veronika Vìtovà fa anche musica rinascimentale; Petr Wajsar compone musica classica e crossover; Marta Kloučkovà e Michal Strnad hanno un loro duo; Stephan, oltre che essere un cantante, è un noto trombonista. E tutto questo confluisce nella nostra produzione. Il modo migliore per capire in che modo, comunque, è vederci dal vivo.