PAUL DUNMALL ENSEMBLE «It’s a Matter of Fact»

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AUTORE

Paul Dunmall Ensemble

TITOLO DEL DISCO

«It’s a Matter of Fact»

ETICHETTA

Discus


Dopo aver chiuso la propria etichetta nel 2010 (la Duns), Dunmall ha solo parzialmente diradato le uscite rispetto alla copiosa produzione degli anni precedenti. Alla sua monumentale discografia si aggiunge ora questa sfavillante prova d’ottetto, sicuramente da aggiungere al novero delle sue cose migliori, un lavoro animato da effervescenza creativa, gusto per l’avventura, bella intesa e un coinvolgente senso di gioiosa partecipazione. Lo si avverte immediatamente. Il brano che apre le danze, Calling the Spirits, sprigiona la medesima aria di festa e il temperamento innodico delle indimenticabili marce di stampo Brotherhood of Breath/Blue Notes. Un tema accattivante svolto con ardimento e calore prima di lasciare il posto ad alcuni assoli (tenore, chitarra, trombone), finendo per sfociare in una improvvisazione collettiva con ripresa finale del tema. Una ballata dall’andamento sinuoso, fornita di testo e non senza parole come nel resto dei brani, Golden Boat, vede Julie Tippetts a proprio agio nei panni della cantante tanto quanto nell’improvvisatrice vocale, come accade nel resto del disco lungo il quale la sua voce si affianca agli altri strumenti specie nei duetti con Dunmall, oppure giocando all’unisono con le linee disegnate dagli ottoni in particolare. La sua voce riluce sempre nei momenti col[1]lettivi tra scat e scambi di battute immediate con il resto dell’ottetto; qui, distinti, si avvertono echi dei suoi album solisti dei primi anni Settanta. Mirabile nel successivo Purple Dance lo sviluppo ritmico che si sostanzia in seguito a un conciliabolo improvvisato posto in apertura, prima di lasciar posto alla sortita solistica di Saunders, chitarrista capace di concretezza ma anche di disegnare tele astratte concluso da un festoso finale collettivo. Atmosfera ripresa con maggior nerbo in Don’t Ask Why, impregnata di umori blues intrecciando una tela fittissima alla cui realizzazione concorrono in egual misura ottoni, ance e voce. In Latu / Reunion, si torna alle astrazioni improvvisate con la voce di Julie Tippetts che disegna tutta la trama conversando/dibattendo con i partner. Ad affascinare è la fluidità con cui tutto scorre e si dipana fino a mutare nella seconda parte in una nuova sorta di marcetta sbilenca, quasi esitante prima di prorompere appieno. In conclusione It’s a Matter of Fact / Ahimsa / Dreaming Again, una galoppata che vede subito protagonista l’efficace Saunders il cui assolo è sottolineato dai riff robusti della sezione fiati. Gli succede Dunmall assai intenzionato a ricordarci quanto ancora sia viva in lui la lezione coltraniana e il suo assolo al tenore vibra e brilla magnificamente dialogando con Bashford «nello spazio inter[1]stellare». Sotto i riflettori finisce pure Owston, responsabile di un vibrante interludio a metà brano, e si mette in luce anche Keeffe alla tromba. Infine come prassi in questo set, le partenze lampo danno luogo in conclusione ad atmosfere più meditative e viceversa, anche reiterando le dinamiche. Qui si approda a una sorta di sfaldamento progressivo dal quale spunta un botto finale collettivo. Ciliegina sulla torta, le belle xilografie che illustrano la confezione, realizzate da Dunmall assieme all’artista Pete Lawrence.
Fucile

pubblicata sul numero di aprile 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

discusmusic.bandcamp.com

FORMAZIONE

Charlotte Keeffe (tr., flic.), Richard Foote (trne), Paul Dunmall (ten., sop.), Martin Archer (alto, bar., armonica), Steven Saunders (chit.), James Owston (cb.), Jim Bashford (batt.), Julie Tippetts (voc.).

DATA REGISTRAZIONE

Birmingham, 12-9-22.