MICHAEL FORMANEK «New Digs»

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Musica Jazz Radio

AUTORE

Michael Formanek

TITOLO DEL DISCO

«New Digs»

ETICHETTA

Intakt

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Il nuovo progetto di Michael Formanek rivoluziona completamente l’assetto nel quale, in anni recenti, lo abbiamo visto di più esibirsi, che è quello del trio Thumbscrew, peraltro «assorbito» in questo settetto, come una specie di cellula di base. Infatti, la prima esibizione di questo gruppo risale al 2023, al festival di Guimarães, e aveva previsto l’innesto sul trio degli altri componenti di New Digs, a partire da Hawkins. Doxas, inoltre, faceva già parte del Drome Trio, con Vinnie Sperrazza e lo stesso Formanek. Oltre alla dimensione di «ponte» tra America ed Europa, si pone quella della confluenza tra due assetti strutturali, che riflettono anche due distinte modalità di esercizio della funzione di conduzione. Infatti, se Thumbscrew agisce come collettivo paritario, dotato di una leadership a rotazione, il nuovo settetto – che non è semplicemente quel trio «allargato» -, ha un leader dichiarato, una «guida» (e peraltro abbiamo sempre pensato che tale ruolo fosse quello maggiormente calzante per le attitudini di Formanek), che indirizza gli incastri e disegna le strutture poi rimesse alla creatività dei musicisti. Naturalmente, la radicale diversità dell’impianto strumentale e timbrico, unita alle ampie possibilità combinatorie, cambia anche l’organizzazione del materiale sonoro, composto per unità modulari, atto a frazionarsi in suddivisioni interne, generative di assetti dialogici e conversativi molteplici, in interazione fra loro, pur restando parte di una cornice più ampia. Al cuore della questione – oltre alla geniale idea strutturale dell’organo di Hawkins, che crea una massa armonica continua e una tessitura elettrica «groovemica» -, rimane la forza della dorsale ritmica, in lavorio incessante: un flusso pulsante che sa essere compatto e cadenzato, tanto quanto di sostegno alle architetture più angolari. I fiati operano come una prima batteria esterna, ricca di soli e di interazioni, che proietta in avanti la scena, sfruttando la capacità di fuoco come una leva comunicativa diretta, ma contribuisce anche a inspessire il reticolo armonico. La chitarra di Mary Halvorson opera, come al solito, ma forse con efficacia ancora maggiore, in un continuo dipanarsi di grovigli, in contrasto con le altre esposizioni tematiche, fra consuete tessiture psichedeliche e scivolamenti ritmici, non lesinando neppure sapidi interventi strumentali. Il settetto, dunque, riesce felicemente ad agire come una piccola orchestra (per colori, stratificazioni, varietà compositiva resa possibile dalla ricchezza delle risorse), pur conservando la capacità dinamica e interattiva propria dei più piccoli nuclei di azione in cui si scinde, lasciando così coesistere condotte avventurose ed esplorative con parti di più schietto impatto, proprie degli organici ampi. Come si diceva, le squisite capacità di Formanek come leader si trovano esaltate ai massimi livelli, a partire dalla scelta degli assetti dell’organico, per finire alla straordinaria qualità delle composizioni e degli arrangiamenti. 

L’opera era attesa, e già scorrendo i nomi si poteva immaginare che il gruppo non potesse fallire il risultato. Ne arriva la conferma, in un disco da non perdere.

Sandro Cerini

DISTRIBUTORE

Goodfellas, michaelformanekintakt.bandcamp.com

FORMAZIONE

João Almeida (tr.), John O’Gallagher (alto), Chet Doxas (ten., cl.), Mary Halvorson (chit.),  Alexander Hawkins (org.), Michael Formanek (cb.),  Tomas Fujiwara (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Ponte Vedra, 6 e 7-8-25

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