MICHAEL DEASE «The Other Shoe»

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AUTORE

Michael Dease

TITOLO DEL DISCO

«The Other Shoe»

ETICHETTA

Origin


Salvo errori, questo è il terzo anno consecutivo che il referendum dei critici di DownBeat assegna a Michael Dease il primo posto fra i trombonisti. È assai probabile che la scelta riguardi non soltanto lo strumentista, comunque eccezionale, ma soprattutto il leader, capace di creare una musica stimolante e mai sdraiata sui luoghi comuni. Stavolta Dease ha deciso di tuffarsi nel mondo di Gregg Hill, compositore da noi poco conosciuto ma che in realtà ha messo a disposizione dei jazzisti una quasi sterminata produzione di temi, sempre con senso della forma, gusto del particolare e dell’insolito, e a volte un tocco di humour. Sulle musiche di Hill il contrabbassista Rodney Whitaker – qui presente – ha registrato addirittura tre dischi. Adesso tocca a Dease, il quale già nell’organico gioca una carta vincente: la front line costituita da uno strumento grave come il trombone e da uno acuto come il clarinetto (e già usata a suo tempo da Craig Harris nel suo quintetto con Don Byron). Il loro rapporto ottiene risultati eccitanti soprattutto nel dialogo: come in Scooter’s Dream, che si apre con l’austerità di un inno e si sviluppa in un frenetico swing attizzato da Keezer. Quest’ultimo è un altro asso di questa registrazione, per la sua capacità di introdurre una certa finezza ma anche di seminare dissonanze, ammiccare, far ribollire la performance, con una vocazione ai colpi a sorpresa; mentre il suo collega Allison si mantiene lonta[1]no da ogni fantasmagoria preferendo non allontanarsi troppo dalla classicità (vedi il travolgente The Goodbye Blues, puro New Orleans dove Dease suona anche il baritono). Ogni brano meriterebbe una citazione, sia per la bellezza delle composizioni (spiccano The Classic e l’ellingtoniano Shorty’s Tune, nobilitato da Virginia MacDonald), sia per il brillante lavoro di Dease nell’arrangiamento, sia infine per l’alta efficienza del gruppo. Va comunque sottolineata l’arcana teatralità del conclusivo The Other Shoe, che si spinge fino al quarto d’ora di durata, facendo sfilare – alla maniera del Miles Davis elettrico – una serie di situazioni che dà spazio a tutti i musicisti. Avrete capito che si tratta di un disco gu[1]stoso, inventivo, da ascoltare. Piacentino

pubblicata sul numero di ottobre 2023 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

originarts.com

FORMAZIONE

Michael Dease (trne, bar., perc.) e formaz. complessiva: Joel Perez (trne), Virginia MacDonald (cl.), Geoffrey Keezer (p.), Luther Allison (p. e p. el.), Liany Mateo, Rodney Whitaker (cb.), Colleen Clark (batt.), Kevin Jones, Gwendolyn Dease (perc.).

DATA REGISTRAZIONE

Lansing, 5 e 6-9-22.