JOHN ESCREET «Seismic Shift»

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AUTORE John Escreet

TITOLO DEL DISCO

«Seismic Shift» ETICHETTA Whirlwind Recordings
Il talento del pianista britannico, sin dagli esordi operativo nel (miglior) milieu newyorkese, sembra[1]va essersi come leggermente offuscato, in tempi recenti, rispetto al suo valore effettivo. Sicché non può che far piacere registrare un ritorno dell’artista a livelli esplosivi (ricordiamo per dovere di cronaca che egli non è ancora quarantenne), con una formazione nuova di zecca e un album – il nono della sua carriera come soli[1]sta – che si rivela una delle migliori uscite dell’anno. Il formato prescelto si potrebbe ritenere, in qualche modo, troppo «classico» e angusto per le più intime propensioni di Escreet, dotato di spiccate abilità compositive e di arrangiamento e votato di solito alla complessità e alla varietà (nonché affetto da una certa nativa inquietudine, che assai di frequente lo ha portato a cambia[1]menti nelle proprie frequentazioni artistiche, tutte peraltro di altissimo livello). Ma i compagni di viaggio prescelti sono entrambi di grande statura e assecondano appieno il penchant avventuroso del leader, ponendosi assieme a lui in equilibrio tra composizione e improvvisazione, sempre sapientemente miscelate, con una concentrazione quasi feroce, cooperando attivamente al farsi di una musica che è eclettica, in costante ebollizione, talora punteggiata di lucida furia espressiva. Del resto queste sono caratteristiche che sia Revis, sia Reid (cui è dedicato RD), condividono pienamente con Escreet, sicché il trio si muove in sincronia perfetta, padrone di una autorialità fatta soprattutto di forza, ma capace anche di un approccio intellettuale e astratto e di un pieno governo della complessità, di tipo ritmico, armonico e tecnico. Il magistero del pianista è ormai da tempo riconosciuto e qui ampiamente dispiegato; e, sebbene non formi oggetto di stupore, lascia comunque ammirati (si ascolti il brano che intitola l’album, per averne una piena e suggestiva dimostrazione). Outward And Upward è totalmente improvvisato dai tre (come il breve frammento di Quick Reset), mentre le altre composizioni sono tutte del pianista (eccettuato Equipoise, omaggio offerto al proprio maestro Stanley Cowell), che conferma così anche una forte centra[1]tura sul proprio ideale di musica. Un trio di estremo interesse, che come molti progetti nati durante la pandemia colpisce per il grande impatto e che speriamo sia destinato a mantenersi. Assolutamente da ascoltare. Cerini pubblicata sul numero di dicembre 2022 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

whirlwindrecordings.com FORMAZIONE
John Escreet (p.), Eric Revis (cb), Damion Reid (batt.). DATA REGISTRAZIONE
Granada Hills, 21 e 22-1-22
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