AUTORE
João Madeira & Hernâni Faustino
Due contrabbassisti portoghesi con i rispettivi strumenti, le loro dita e i loro archetti (ventidue in tutto), tre brani dai titoli quanto mai onnicomprensivi (Primeira e Segunda Parte, Final), cinquanta minuti abbondanti di musica, vent’anni di sodalizio umano e artistico: questo, nella (non sempre) arida logica dei numeri, il disco di cui ci troviamo a riferire. Non sempre arido, appunto, il tutto, visto che l’opera è tutt’altro che questo: è invece un crogiuolo di emozioni costanti, solida nel suono, nello svolgersi, nei concetti che la sottendono, nell’intelligentissimo intersecarsi, appunto, fra archettai e pizzicati (insieme, separati, alternati), nel non dar mai nulla per scontato, attizzando invece di continuo il fuoco (sacro?) dell’ispirazione, dell’invenzione più o meno all’impronta (la lunga consuetudine e reciprocità fa sì che ogni passaggio appaia fortemente ponderato, cercato e voluto). Il suono, anzitutto: bellissimo, pieno, ricco di sfumature. La ricerca: costante, mai banale o lasciata al riflesso condizionato, alla routine, che anche nell’avanguardia (eccome!) prolifera spesso senza troppe remore. La struttura: come detto solidissima, che sia studiata a tavolino o trovata sul campo (poco cambia, per quanto appena detto), a maggior ragione in una situazione come quella – live – qui fotografata. Insomma: se parlare di capolavoro è sempre impegnativo, se non proprio lì dentro, qui ci siamo molto, ma molto, vicini. Bazzurro Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz
TITOLO DEL DISCO
«dB Duet» ETICHETTA FMRDue contrabbassisti portoghesi con i rispettivi strumenti, le loro dita e i loro archetti (ventidue in tutto), tre brani dai titoli quanto mai onnicomprensivi (Primeira e Segunda Parte, Final), cinquanta minuti abbondanti di musica, vent’anni di sodalizio umano e artistico: questo, nella (non sempre) arida logica dei numeri, il disco di cui ci troviamo a riferire. Non sempre arido, appunto, il tutto, visto che l’opera è tutt’altro che questo: è invece un crogiuolo di emozioni costanti, solida nel suono, nello svolgersi, nei concetti che la sottendono, nell’intelligentissimo intersecarsi, appunto, fra archettai e pizzicati (insieme, separati, alternati), nel non dar mai nulla per scontato, attizzando invece di continuo il fuoco (sacro?) dell’ispirazione, dell’invenzione più o meno all’impronta (la lunga consuetudine e reciprocità fa sì che ogni passaggio appaia fortemente ponderato, cercato e voluto). Il suono, anzitutto: bellissimo, pieno, ricco di sfumature. La ricerca: costante, mai banale o lasciata al riflesso condizionato, alla routine, che anche nell’avanguardia (eccome!) prolifera spesso senza troppe remore. La struttura: come detto solidissima, che sia studiata a tavolino o trovata sul campo (poco cambia, per quanto appena detto), a maggior ragione in una situazione come quella – live – qui fotografata. Insomma: se parlare di capolavoro è sempre impegnativo, se non proprio lì dentro, qui ci siamo molto, ma molto, vicini. Bazzurro Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz
DISTRIBUTORE
fmr-records.com FORMAZIONE
Hernâni Faustino, João Madeira (cb.).
DATA REGISTRAZIONE
Lisbona, data non indicata.
