Jean-Marie Machado «Majakka»

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AUTORE Jean-Marie Machado

TITOLO DEL DISCO

«Majakka» ETICHETTA La Buissonne
Se qualcuno non se ne fosse accorto, in Europa c’è tanto fermento musicale. C’è tanta musica di qualità. C’è un jazz che non suonerà secondo gli stilemi irriducibili della tradizione americana, ma viaggia per mari non del tutto esplorati. Tiene a mente la tradizione musicale europea, quella colta e tutto l’universo jazzistico. Machado ridisegna con personalità i dialoghi euro-colti, utilizzando il linguaggio jazzistico contemporaneo. E lo fa aurando il tutto con i colori della sua terra d’origine, il Marocco. Già da Bolinha fanno capolino suoni archetipi del passaggio tra Africa ed Europa, con il pianoforte preparato a dovere che recita passaggi ancestrali, suoni celestiali, tenuto sulla corda da una ritmica ostinatamente garbata. Non c’è tempo per annoiarsi, per il déjà écouté: con Le pierres noires la costruzione diventa ariosa e il quartetto acquista il sentimento corale con Richard che costruisce – e decostruisce – la linea melodica, mentre Chemirani tambureggia memorie africane e Machado si costruisce un vicolo di sentimenti sui registri più alti. Machado percorre spazi geograficamente immensi, svincolati dalla storia della musica. Um vento leve è danzabile nella sua raffinata eleganza, La lune dans la lumière è crepuscolare, filmica. Gallop impulse è rinascimentale con la sua melodia circense e ridanciana e, disgregandosi, lascia a Machado la libertà di esprimere il suo talento pianistico a cavallo tra il jazz bianco anni Cinquanta e la classica contemporanea. Outra terra lascia cantare la melodia, vitalizzata dai sapienti colpi di Chemirani. Emoção de alegria ci conduce con tutto il corpo nel Maghreb: il violoncello di Segal è sapiente nel tenere conto del ritmo crescente e nel dipingere tracce melodiche. Si svolta l’angolo per trovare le note pensierose di La mer des pluies, che riserva sorprese armoniche nella solipsistica interpretazione del leader. Tangeri, città natale di Machado, è la porta tra l’Africa e l’Europa e Les yeux de Tangati è la sua colonna sonora. Richard affronta il tema, Chemirani e Segal danno l’opportuna consistenza ritmica, mentre il pianoforte traccia armonie jazz e suggerisce swing. La quiete dal passo spazzolato di Slow Bird chiude un disco di rara bellezza e indubbia creatività. Ayroldi Pubblicata sul numero di luglio 2021 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Ducale FORMAZIONE
Jean-Charles Richard (ten., sop., fl.), Jean.Marie Machado (p.), Vincent Segal (cello), Kevyan Chemirani (perc.). DATA REGISTRAZIONE
Pernes les Fontaines, 2020.
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