Libero Farnè “Micro-Antologica 1965-2025 in 16 tappe” e la teoria della “poesia nel cassetto”…messa in pratica.

Le opere del critico musicale e pittore bolognese saranno esposte al Jazz Club Ferrara dal 2 ottobre al 20 dicembre. Di seguito un breve estratto dell’intervista che sarà pubblicata prossimamente sulla rivista Musica Jazz.

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“When my father died / it was like a whole library burned down”
                                Laurie Anderson

 

Nell’ambito della critica musicale, Libero Farnè (Bologna, classe 1945) è senza dubbio alcuno una delle personalità più autorevoli e conosciute. Storico collaboratore di Musica Jazz (1978-2023), della sua penna si apprezza il guizzo cristallino, del suo carattere l’inesauribile curiosità. E proprio quest’ultimo aspetto ci porta ad esplorare un Farnè inedito in occasione della personale dal titolo “Libero Farnè. Micro-Antologica 1965-2025 in 16 tappe” che sarà esposta al Jazz Club Ferrara dal due ottobre prossimo, a mezzo secolo di distanza dall’ultima esposizione del critico/artista. Chi ha raccolto quanto segue è consapevole di aver ricevuto in dono pillole di arte, musica e vita vivacissime e preziose; un piccolo tesoro da oggi a disposizione dei lettori di questo storico mensile.

È spontaneo chiedersi come mai hai deciso di esporre nuovamente dopo ben cinquant’anni dalla tua ultima mostra? Perdipiù con un’antologica, drasticamente small-size!

In primo luogo ho ceduto al fascino del Torrione, che non è una galleria d’arte come comunemente intesa, inserita cioè nel circuito mercantile dell’arte visiva. Ma mi ha mosso anche l’emulazione dell’amico, quasi coetaneo, Paolo Carradori, che negli ultimi anni ha intrapreso con slancio una serie di iniziative – testi drammaturgici messi in scena, mostre fotografiche… – dopo aver superato, come me, seri problemi cardiaci. In altre parole per me è un modo per reagire, per “non sentirmi in pensione”, o meglio per illudermi, e testimoniare, di avere ancora qualcosa da dire, senza limitarmi al prevalente impegno come critico musicale. La scelta di proporre un’antologica è nata per rievocare la mia passata attività semi-professionale, oggi del tutto dimenticata, e nel contempo per vederne alcuni sviluppi, molto diversi, degli ultimi quarant’anni. Altre opzioni sarebbero state più problematiche: ad esempio avrei potuto concentrarmi sul tema del jazz, ma le altre opere di cui dispongo, oltre a quella su Monk che viene esposta, sono o troppo grandi o troppo piccole.

Libero Farnè
foto di Maria Gabriella Sartini

Ad un certo punto quindi, l’attività artistica – mai cessata del tutto – ha assunto, rispetto all’attività di critico musicale, un carattere squisitamente privato…

Senza dubbio, la classica “poesia nel cassetto”. Negli ultimi anni solo pochissime persone hanno avuto occasione di vedere una minima parte della mia produzione. Si tratta per lo più di disegni piccoli o piccolissimi su temi ricorrenti che eseguo con tecniche povere: biro, pennarelli, evidenziatori su vari tipi di carte di recupero. Una produzione saltuaria ma insopprimibile, che catalogo per annate e che per me possiede anche una funzione “terapeutica”, perché risolvere problemi compositivi e formali partendo dal nulla mi isola dal mondo ed è molto rilassante.

Tornando alla tua prossima personale, con che criterio hai operato la selezione delle opere che, credo, non sia stata facile pensando alla mole dei lavori disponibili rispetto allo spazio espositivo scelto, le sedici nicchie del Torrione San Giovanni?

Per forza di cose la selezione delle opere è stata drastica, ma i criteri che mi hanno guidato sono molto semplici, a volte quasi utilitaristici. In primo luogo ho scelto lavori che fossero particolarmente significativi dei vari periodi e dei vari cicli pittorici, …e magari, più prosaicamente, che fossero già incorniciati. In secondo luogo ho tenuto presente lo spazio del Torrione, per cui, salvo un paio di casi, ho scelto dimensioni abbastanza grandi e immagini piuttosto nitide e marcate in modo che le singole opere fossero percepibili anche dalla sala-concerti che sta sotto il ballatoio circolare che le ospita.

Ora Farnè artista non scomparirà nuovamente per così tanto tempo! Pensi che questa mostra possa circuitare e magari ampliarsi?

No, non penso proprio che allestirò altre mostre, perché non ho alcuna velleità di ricostruirmi una carriera come artista; …a meno che non mi si presentino occasioni oggi imprevedibili: una collettiva a tema, una proposta di amici, una piccola mostra mirata…

Eleonora Sole Travagli

Libero Farnè. Micro-Antologica 1965-2025 in 16 tappe

Quando: dal 02 ottobre al 20 dicembre 2026 nelle serate di programmazione musicale

Dove: Jazz Club Ferrara

 

 

 

 

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