Fabrizio Bosso Quartet «We Four»

- Advertisement -
AUTORE Fabrizio Bosso Quartet

TITOLO DEL DISCO

«We Four» ETICHETTA Warner Music
Bosso a nudo. Bosso al netto di cover, standard. Bosso costruttore di trame armoniche frizzanti. Ma Bosso non dimentica – e come potrebbe altrimenti – la tradizione, il buon mainstream; non rinunciare a edificare linee melodice immortali, come in Dreams Come True, cantabile, bluesy, spaziosa, tanto da accogliere un suo assolo ancien regime, di quelli con tanto strilli che si alternano al velluto che la sua tromba sa dispensare. Nella sua musica respira tutto l’universo della musica d’ispirazione afroamericana, come nelle note soulful intrecciate con il miglior stampo di hard bop di Happy Stroll, o nei tempi soffusi di Friday Blues, con l’assolo scattante e rotondo di Ferrazza che ne arricchisce i toni. Vista la data di registrazione del disco, è frutto di riflessioni nate durante il lockdown causato dalla pandemia e il lirismo sinfonico di One Humanity (firmato in combine con Mazzariello), sorretto dall’attacco elettronico, racconta perfettamente le vittime del razzismo più recente che ha macchiato ulteriormente il corsetto statunitense, già fiorente di vergognose macchie. Il trombettista piemontese sa far parlare il suo quartetto, che è un’arma in più nel carniere. L’esordio con il brano eponimo, firmato a otto mani, ne è l’emblema, perché confluiscono tutte le diverse esperienze ma, soprattutto, è un adamantino esempio di coralità nella sua enunciazione espressiva: soul jazz, mainstream, hard bop e il turn-over degli assolo sono il miglior biglietto da visita. Mazzariello non sbaglia nulla. E’ impeccabile nella sua passionalità e nel suo fraseggio ricco di fioriture. C’è spazio anche per singole composizioni. Inizia Ferrazza con Bakarak, dal corpo vellutato e striato di impennate ritmiche. Angelucci porta in dono Control Freak, tutta immersa nel glorioso passato del jazz. Brani che fanno il paio con gli unici due brani attinti dal sacco altrui: la bellissima, raffinata Estudio misterioso di Lilu Agular e For Heaven’s Sake di Sherman Edwards, Don Meyer ed Elise Bretton: entrambe sottolineano quel sentimento di fratellanza che Bosso e sodali ci regalano sotto forme di note da tenere sempre a mente. Ayroldi  

DISTRIBUTORE

Warner FORMAZIONE
Fabrizio Bosso (tr., elettronica), Julian Oliver Mazzariello (p.), Jacopo Ferrazza (cb.), Nicola Angelucci (batt.). DATA REGISTRAZIONE
Roma, 5-6-2020.
- Advertisement -

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

«Bright Spirit». Intervista con Kavus Torabi

Di seguito un breve estratto dell’intervista all’attuale frontman dei Gong Kavus Torabi, il cinquantacinquenne chitarrista, cantante e compositore, che ha già militato anche con i Cardiacs e i Knifeworld. L’intervista completa sarà prossimamente pubblicata sulla rivista Musica Jazz. La band sarà prossimamente in tour in Italia, ecco le date: 9 Aprile 2026 al Capitol di Pordenone; il 10 Aprile 2026 a Livorno, The Cage; 11 Aprile 2026 a Borgomanero presso il Teatro Rosmini.

Fra «Doors» e «Perspectives»: parla Michele Polga

Ciao Michele, grazie per aver accettato il nostro invito per questa intervista. Vorrei iniziare chiedendoti dei tuoi primi anni di formazione: quale è stato...

Nuovo disco e tour europeo per Francesca Tandoi

Nuovo disco di inediti, in uscita il 2 giugno, per la pianista e compositrice romana, preceduto dalla pubblicazione di due singoli. Il suo tour europeo toccherà, tra le altre, Parigi, Barcellona, Zurigo e Berlino e da aprile sarà presente anche in diverse città italiane.