Dorota e Henryk Miśkiewicz «Nasza Miłość»

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AUTORE

Dorota e Henryk Miśkiewicz

TITOLO DEL DISCO

«Nasza Miłość»

ETICHETTA

Agora Music


La traduzione del titolo, in inglese, suonerebbe come «Our Love». Ma qui della lingua inglese non vi è traccia, perché si parla (anzi, canta) in polacco. Ciò che abbonda è il buon jazz, quello caldo e avvolgente quanto l’abbraccio di un padre alla propria figlia. Infatti Henryk, oltre a essere uno dei pilastri del jazz e del sassofono in Polonia, ha anche dalla sua la paternità di Dorota, cantante dalla voce suadente, carica di soul (ha anche collaborato con, che ha inteso far dono di questo album al padre in occasione del suo settantesimo genetliaco. E già l’incipit con Nasze senne sprawy attesta chiaramente come il quintetto si trovi a menadito: il tempo slow, tenuto in bilico dalla sapiente tecnica di Michał Miśkiewicz (che fa parte della famiglia, in qualità di figlio e fratello) e dalle linee corpose e sinuose del basso di Sławomir Kurkiewicz (che, tra gli altri, fa parte dell’Acustic Trio di Marcin Wasilewski), si agita sotto il ventaglio di operose e nitide note del sassofono di Henryk, che va in altalena con il tocco vellutato di Piotr Orzechowski. I brani sono, per lo più, firmati dal sassofonista polacco e si capisce come, seppur appartenga alla old school abbia a cuore la marca europea nel tenere vivida sempre la traccia melodica. Con Czy nasza miłość (testo di di Bogdan Loebel) fa capolino anche la fusion, quella ammaliante e ben strutturata, con il periodare in odore di Brasile di Dorata, che rende il tutto ancor più goloso. Realmente non c’è il tempo d’annoiarsi, perché alle note lente, calme e dorate di Co minęło, niech wróci, fanno da contrappunto quelle indiavolate, con il metronomo a mille di Strefa ciszy, con il singolar tenzone, all’ultima misura ingaggiato da Henryk e Orzechowski che strappa applausi a scena aperta. Anche il mainstream di Smak słodkich daktyli è di quelli che sanno di nuovo, che recitano un altro breviario. Otto brani di quelli che, oramai, si ascoltano di rado: suonati magistralmente, costruiti con il cuore, senza fronzoli, ma con le volte alte e capienti tanto da accogliere tutta la storia del jazz. E la lingua polacca sembra – è quasi strano dirlo – un valore aggiunto.
Ayroldi

Pubblicata sul numero di giugno 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

agora.pl/en

FORMAZIONE

Dorota Miśkiewicz (voce), Henryk Miśkiewicz (ten., sop.), Piotr Orzechowski (p.), Sławomir Kurkiewicz (cb.), Michał Miśkiewicz  (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Loc. e data scon.