David Linx «Skin in the Game»

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AUTORE

David Linx

TITOLO DEL DISCO

«Skin In The Game»

ETICHETTA

Cristal Records


Sicuramente festeggia alla grande i suoi primi quarant’anni di carriera David Linx. Lo fa con un album pirotecnico, solido, dalle mille declinazioni del verbo musicale, con tanto jazz e un gruppo di musicisti di particolare pregio, Privat in testa che, già al primo brano (Azadi) calza il cappello del pifferaio magico con un assolo da incorniciare. La voce di Linx è fatta di velluto a doppia girata: lancia picconate all’interno di strutture armoniche di limpida bellezza. Tiene testa a qualsiasi forma e distribuisce difficoltà stilistiche facendone tesoro per se e i suoi sodali, come nell’equo bilanciamento tra groove sottinteso – perfettamente disegnato da Jennings -, swing e il suo scat tagliente che troviamo in Here I Can See. La voce del cantante belga diventa una carezza nella ballad-song Changed in Every Way, con un vibrato possente e le dinamiche controllate alla perfezione. Linx mette insieme il verbo jazzistico europeo con la migliore tradizione – musicale e vocale – jazz. Lo fa nella roboante Skin In The Game, con voce narrante fuori campo, ai confini del poetry slam; nelle fluttuanti note melanconiche disegnate dal pianoforte di Privat in Prophet Birds, che trasporta l’ascoltatore in un universo di bellezze armoniche; negli ironici affreschi evocatori di un musical che non c’è, perché la pasta è ben diversa, di Walkaway Dreams, con ancora Privat in proscenio, tenuto su di giri da Dolmen, impeccabile nel distribuire suggerimenti ritmici. Un capitolo a parte merita On The Other Side Of Time per la bellezza e lucentezza di ogni suo passaggio nei tempi medio-lenti e per l’assolo di Jennings, che padroneggia contrasti, colori e movimenti. Non vi è traccia di noia in questo disco: ogni brano ha una sua precisa storia, più d’una particolarità, così in Night Wind torna il cantato-parlato, in contrapposizione con la massiccia voce di Linx, sotto una ridda di note e di accordi che fanno diventare l’esiguo gruppo un’orchestra. Le lente e avvolgenti note di There’s Not One Moment, chiudono un album con tredici brani di grande intensità.
Ayroldi

Pubblicata sul numero di gennaio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

cristalrecords.com

FORMAZIONE

David Linx (voc.), Grégory Privat (p.), Manu Codjia (chit.), Chris Jennings (cb.), Arnauld Dolmen (batt.), Marlon Moore (slam).

DATA REGISTRAZIONE

Rochefort-sur-Mer e Parigi, data scon.