AUTORE
Cecil Taylor
TITOLO DEL DISCO
«Fragments. The Complete 1969 Salle Pleyel Concerts»
ETICHETTA
Elemental
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Il quartetto tayloriano con Rivers, Lyons e Cyrille è consegnato alla storia del jazz ormai da 56 anni, da quando cioè, nel 1971, uscì in tre distinti lp la registrazione del concerto alla Fondation Maeght del 29 luglio 1969, un’immersione turbolenta e baluginante in un universo che portava alle estreme conseguenze il sacro verbo free, episodio non isolato, ovviamente, ma di sicuro fra i più pieni ed emblematici, radicali, certamente, che una presa di suono non proprio impeccabile ci restituiva in maniera prevedibilmente ben più approssimativa di quanto non capitò a quanti si trovarono investiti da quell’autentica cascata di lava incandescente de visu e de auditu. Oggi, grazie alla benemerita Elemental e a Zev Feldman, quell’indiscutibile evento, al di là di altre cose circolate in maniera più o meno clandestina, ha un’anima gemella, due ore e venti (per tre soli brani, secondo le migliori abitudini del prode Cecil) di musica altrettanto turbinosa e priva di remore, proveniente da un concerto sempre in terra francese, nell’ambito dell’ottavo Parigi Jazz Festival, di poco più di tre mesi posteriore, su doppio cd o triplo lp, il tutto trasferito dai nastri analogici originali conservati da INA e masterizzati da Matthew Lutthans presso il Mastering Lab in quel dell’Hollywood Boulevard losangelino. La qualità sonora che ne fuoriesce è senz’altro migliore rispetto al concerto di St. Paul de Vence, anche se pure qui ci sono episodiche discese agli inferi (come volume e conseguente presenza di suono), specie in alcune delle numerose e ampie sezioni in cui Taylor dialoga con sé stesso o col solo Cyrille. Tutto ciò non inficia peraltro in alcun modo la portata di questo nuovo capitolo di un gruppo che ebbe vita fin troppo breve e sporadica (ben sappiamo quale salto in avanti avrebbe fatto del resto di lì a pochi anni la stella di Sam Rivers), soprattutto nelle parti in cui, insieme o separati, sono della partita anche i due fiati. Il risultato finale è del resto facilmente intuibile: una cascata di note cariche di energia al calor bianco, ma non solo (anche se per Taylor erano ancora di là da venire certi ripiegamenti persino lirici che ci avrebbero colti di sorpresa di lì a qualche anno), strutture aperte e sequenze ribollenti, per un rinnovata immersione che oggi più che mai a chi si è formato e riconosciuto in questi anfratti del sound neroamericano risulterà quanto mai gradita.
Alberto Bazzurro
DISTRIBUTORE
elemental-music.com
FORMAZIONE
Sam Rivers (fl., sop., ten.), Jimmy Lyons (alto), Cecil Taylor (p.), Andrew Cyrille (batt.).
DATA REGISTRAZIONE
Parigi, 3-11-69
