Bruno Angelini «Open Land»

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AUTORE Bruno Angelini

TITOLO DEL DISCO

«Open Land» ETICHETTA La Buisonne
Bruno Angelini, cinquantacinquenne pianista marsigliese (ma di chiare origini italiane), naviga tra jazz e musica contemporanea, non estraneo a inflessioni che ne denotano un attento ascolto anche di quanto accaduto prima. È, quindi, l’abitante ideale del pianeta discografico che Gérard de Haro ha creato ormai diversi anni fa attorno allo studio di registrazione ben noto anche per aver ospitato innumerevoli incisioni ECM. Ecco: quel pianeta e questo (Eicher e de Haro, intendiamo) sono molto prossimi, e appunto questo notevole cd di Angelini non potrebbe esserne testimonianza più eloquente. Visto che di navigazione parlavamo, qui non si naviga certo a vista: ogni elemento dell’album appare capillarmente soppesato, quasi centellinato, generando una musica accogliente ma asciutta, attraversata da un descrittivismo mai svenevole, men che meno sdolcinato o raccogliticcio, anzi sempre – come si diceva – essenziale, sorvegliato, a suo modo pacificatorio ma senza ammiccamenti di sorta. Ognuno fa in pieno la sua parte, quella che certo Angelini gli ha assegnato ma in cui le singole individualità non mancano di inoculare il proprio sapere musicale e creativo. Che non è poco, in nessuno, come brani quali in particolare Tree Song (For John Taylor), Inner Blue, Both Sides Of A Dream e la conclusiva suite tripartita You Left And You Stay (for Max Suffrin) ci mostrano con assoluta evidenza. Bazzurro Pubblicata sul numero di aprile 2021 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Ducale FORMAZIONE
Bruno Angelini (p.), Régis Huby (viol., viol. ten., elettr.), Claude Tchamitchian (cb.), Edward Perraud (batt., perc.). DATA REGISTRAZIONE
Pernes-les-Fontaines, 19, 20 e 21-6-17.
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