ARUÁN ORTIZ «Pastor’s Paradox»

14764

AUTORE

Aruan Ortiz

TITOLO DEL DISCO

«Pastor’s Paradox»

ETICHETTA

Clean Feed


C’è sempre bisogno nel jazz di figure che vadano oltre l’ambito strettamente musicale per allargare lo sguardo sulla Storia e la società. Va dunque accolto con entusiasmo questo «Pastor’s Paradox», che raccoglie parole dagli anni Sessanta per seminarle in una precisa attualità: i ripetuti assassini di afro-americani disarmati da parte di agenti della polizia (aggiungerei un altro motivo corrente: il grugno di Trump che si aggira per gli States). Aruán Ortiz ha deciso di compiere un lavoro di lettura, approfondimento, scomposizione e cernita di «I Have a Dream», lo storico discorso che Martin Luther King tenne il 28 agosto 1963 alla moltitudine che si assiepava al Lincoln Memorial di Washington. Ne ha studiato la struttura, le analogie e i riferimenti letterari; ha ascoltato il modo col quale il pastore interpretava, se così si può dire, le idee del proprio sogno. «Ho studiato quel discorso da diverse angolazioni», spiega il pianista di Santiago di Cuba, che ha anche arricchito la sua ricerca occupandosi di un altro discorso, più «radicale» e importante ma non altrettanto celebrato, che King tenne cinque anni dopo, poco prima di essere ucciso. Infine, ha chiamato a realizzare questo disco due veterani come Don Byron e Pheeroan akLaff, due violoncellisti e – a recitare stralci di MLK in tre brani – l’attore-regista Mtume Gant. Ne esce, per buona parte di que[1]sta suite, una musica di sottolineata cupezza: nell’insistere di Ortiz con brutalità sulle ottave gravi del pianoforte, nella massiccia quanto spettrale batteria di akLaff, nel seve[1]ro incedere dei violoncelli. Sui plafond immaginati dal leader brillano i magnifici interventi di Don Byron: in ogni nota e in ogni strumento (particolarmente il clarone) il veterano strumentista dipana frasi nelle quali è facilmente leggibile un contenuto di sofferenza (Turning The Other Cheek No More). Altre parti, come Autumn of Freedom e From Montgomery to Memphis (To April 4th) disegnano, invece, un quadro di turbolenza e di vitalità che, nella lotta per i diritti civili, salda gli anni di Martin Luther King a quelli attuali. «Questo è il mio contributo alla battaglia», dichiara Ortiz. La sua musica è all’altezza dell’obiettivo e costituisce uno dei pochi, notevoli raggiungimenti del jazz odierno.
Piacentino

recensione pubblicata sul numero di gennaio 2024 della rivista Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Goodfellas

FORMAZIONE

Aruán Ortiz (p., voc.) con (formaz. complessiva): Don Byron (cl., cl. b., voc.), Pheeroan akLaff (batt., voc.), Lester St. Louis, Yves Dhar (cello), Mtume Gant (recit.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, 15-2 e 8-4-22.