Artemis «Artemis»

- Advertisement -
Pushbar Conad
AUTORE Artemis

TITOLO DEL DISCO

«Artemis» ETICHETTA Blue Note
Fermi tutti: non è l’operazione commerciale «di genere», seppur l’incipit dell’avventura del sestetto-settetto trae spunto da una richiesta in tal senso. Qui c’è originalità a iosa e le sette musiciste impegnate, rispettivamente per il loro strumento, sono delle eccellenze. Un disco grintoso, di quelli che si ascoltano di rado, indipendentemente dal genere sessuale che sta dietro gli strumenti. La direzione spetta alla pianista Rosnes, il cui polso duro si ascolta in ogni brano. L’apertura celebra il nome della band, Goddess ed è firmata dalla Miller, che lascia confluire un ritmo ipnotico che scivola nella base, mentre la melodia è assuefatta alla fluida, bollente conversazione della Aldana. Una sovrapposizione di piani armonici che si diluiscono, accordo dopo accordo, per ricompattarsi anche nei tasti della Rosnes, incisiva e impeccabile. La dedica dell’Aldana è rivolta a un’eroina dell’arte: Frida Kahlo: una ballad in mid-tempo, corroborata dalla fontana di invenzioni ritmiche della Miller e dal tenebroso incedere del pianoforte, prima che lo stesso dilaghi in accordi limpidi e d’ampio respiro. The Fool On The Hill è uno dei pochi brani apocrifi, che mette giù il cappello di fronte alla capacità compositiva dei Beatles (quella meno piaciona), ammantandola con un fulgente arrangiamento che ne irrobustisce la piacevole melodia. L’allegra bellezza di Big Top è contrassegnata dal mood d’antan, dai glissando del clarinetto della Cohen e da uno swing con il metronomo in rapido crescendo, soprattutto grazie alle dita magiche della Rosnes.  If Its Magic appartiene al canzoniere di Stevie Wonder, qui ancor più ingentilita dalla voce di velluto con lustrini della McLorin Salvant. La vocalist di Miami, poi, si supera nel dispensare brividi con il traditional Cry, Buttercup, Cry, ebbro di blues sottolineato dall’asprezza della tromba della Jensen e dal clarinetto magistralmente intonato in modern-dixieland della Cohen. Nocturno trae ispirazione da Chopin, ed è intessuto in trame sinfoniche che accarezzano l’apparato uditivo. Step Forward cuce insieme passato, presente e futuro: gli assolo della Jensen e della Cohen fanno da anelli di congiunzione. Si chiude con una dedica a Lee Morgan: The Sidewinder. E la band ne rimarca l’assoluta attualità, con un arrangiamento di grana grossa: buona e bella. Ayroldi Pubblicata sul numero di febbraio 2021 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

Universal FORMAZIONE
Ingrid Jensen (tr.), Melissa Aldana (ten.), Anat Cohen (cl.), Renee Rosnes (p.), Noriko Ueda (cb.), Allison Miller (batt.), Cecile McLorin Salvant (voc.). DATA REGISTRAZIONE
Loc. e data scon.
- Advertisement -
Pushbar Conad

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

Eddie Lang Jazz Festival: il genio di Eddie Lang, il contest a Monteroduni

Scade il 30 giugno il termine per presentare la domanda di partecipazione al concorso. Il festival avrà inizio il 6 agosto per terminare il 9.

Summer Jazz Series anticipa l’EFG London Jazz Festival 2026

In attesa dell'EFG London Jazz Festival, in programma dal 13 al 22 novembre, Serious presenta il calendario della Summer Jazz Series 2026, una rassegna...

EFG London Jazz Festival: annunciati nuovi artisti per l’edizione di novembre 2026

L'EFG London Jazz Festival ha annunciato una nuova serie di artisti che si aggiungono al programma dell'edizione 2026, in programma dal 13 al 22...