ANOUAR BRAHEM «After the Last Sky»

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AUTORE

Anouar Brahem

TITOLO DEL DISCO

«After the Last Sky»

ETICHETTA

ECM

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Se per il suo impeto e la sua straordinaria tecnica di esecuzione il libanese Rabih Abou-Khalil è l’equivalente al liuto di quello che John McLaughlin è alla chitarra jazz, il tunisino Anouar Brahem può essere considerato il corrispettivo di Bill Frisell: un filosofo e un poeta dello strumento più che un grande virtuoso. Attivo dall’inizio degli anni Novanta e lanciato da Manfred Eicher che lo ha voluto nella scuderia ECM, con questo «After the Last Sky» lo specialista dell’oud originario di Halfaouine – nella medina di Tunisi – firma il dodicesimo album da leader. In realtà, senza contare le musiche per la scena e per il cinema da lui composte, è il quattordicesimo disco della sua carriera se consideriamo pure «Madar» – insieme a Jan Garbarek e a Shaukat Hussain – e «Charmediterranéen», dove è ospite dell’Orchestre National de Jazz diretta da Paolo Damiani. È musica fuori dal tempo e di straordinaria eleganza quella di Brahem. E possiede una suggestione onirica e arcana capace di trasportarci in una dimensione altra: un mondo rarefatto in cui la tradizione araba – e in special modo il maqam, tecnica d’improvvisazione che definisce toni, modelli e sviluppo di un brano – si apre e ingloba in sé altri linguaggi. Anche in questo lavoro si sentono gli influssi della musica classica e di quella contemporanea, l’amore per il mondo popolare mediterraneo (con passaggi in cui l’oud si trasforma in una chitarra flamenca) e di una certa parte dell’Africa e, non ultima, la libertà del jazz. E addirittura, in un brano come Dancing Under the Meteorites, risuonano sorprendenti echi del nuevo tango codificato da Astor Piazzolla. 

Accanto a due storici collaboratori del leader – il sempre magnifico Dave Holland, cuore pulsante e soul del progetto, e Django Bates, le cui trame pianistiche fanno da cerniera tra passato e presente, tra le parte arcaica della musica e quella più libera – un ruolo chiave lo svolge la new entry del quartetto: la violoncellista Anja Lechner, il cui strumento è il grande protagonista, a livello solistico e timbrico, di questo disco davvero esemplare.

Ivo Franchi 

DISTRIBUTORE

Ducale

FORMAZIONE

Anouar Brahem (oud), Anja Lechner (cello), Django Bates (p.), Dave Holland (cb.)

DATA REGISTRAZIONE

Lugano, maggio 2024

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