Amir ElSaffar Rivers of Sound «The Other Shore»

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AUTORE

Amir ElSaffar Rivers of Sound

TITOLO DEL DISCO

«The Other Shore»

ETICHETTA

Out Note Records


Di palestra ne ha fatta tanta ElSaffar, sia con Cecil Taylor, dove ha meglio compreso i meccanismi della grande orchestra, sia con le altre numerose (e proficue) collaborazioni, che lo hanno portato ad affermarsi in tutto il mondo. La Rivers of Sound è un orchestra stellare formata da diciassette elementi, dalla disparata provenienza geografica, perfettamente amalgamati tanto da riuscire a produrre un flusso sonoro unico e univoco che attinge al vissuto artistico del trombettista statunitense, così come dall’attività di ricerca e di studio del maqam che ElSaffar ha intrapreso da diversi anni.  «The Other Shore» è la perfetta sintesi di tutto questo e la cantillazione arabica, il suono vellutato, ossessivo, onirico del maqam emerge già dalle prime note con Dhuha, una suite che mescola il sangue jazzistico con quello arabo. Otto brani intensi, vigorosi, complessi che attraversano tutte le strutture del jazz. Transformations si inerpica sulla strada del modern mainstream prima di abbandonarsi alla limpidezza espressiva dei suoni dell’Islam. Le radici irachene di ElSaffar vengono a galla anche quando si abbandona ai fermenti della musica classica che fanno bella mostra in Reaching Upward, una corposa suite che negozia tre linguaggi: quello della musica classica, il jazz e il maqam, assorbendoli perfettamente in un unicum particolarmente raffinato, con cambi ritmici armoniosi. Asha è la trasformazione dell’approccio modale nel verbo iracheno: i due movimenti tengono desta la memoria della storia del jazz e ci indicano la nuova strada intrapresa da ElSaffar. Un lavoro che non annoia mai. I suoni ancestrali del buzuq, dell’oud, del ney, del dumbek, naqqarat, del santur sono benzina sul fuoco della panoplia dei fiati che sono sempre ardimentosi e composti (Concentric, Lightning Flash). E vanno bellamente sottobraccio allo swing sempre più marcatamente suggerito anche con l’uso delle spazzole che contrappuntano l’oud. March è forse il brano che ha accenti più decisamente arabi. L’epilogo spetta a Medmi, il brano più breve, quello più soave. E con questa carezza di velluto ElSaffar e i suoi sodali salutano il futuro-passato del jazz: tenere nello stesso palmo della mano idiomi musicali differenti, senza dover scandalizzare nessuno.
Ayroldi


DISTRIBUTORE

outhere-music.com

FORMAZIONE

Amir ElSaffar (tr., santur, voc.), Rivers of Sound Orchestra.

DATA REGISTRAZIONE

Montclair, dal 3 al 5-12-19; gennaio 2020.