Alexander Hawkins «Togetherness Music»

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AUTORE

Alexander Hawkins

TITOLO DEL DISCO

«Togetherness Music»

ETICHETTA

Intakt


È un inizio d’anno col botto quello che ci regala Hawkins con un album di grande spessore per concezione ed esecuzione individuale e collettiva, frutto di una doppia commissione. La più consistente e recente per Holloway-Nahum, direttore del Riot Ensemble (corrispondenti ai movimenti I, III e VI), e l’altra per BBC Radio 3 (il secondo movimento). La forma dei brani, eseguiti in diverse occasioni dal vivo, si è modificata nel tempo e questa è la versione definitiva registrata in studio. Il titolo dell’album ne sottolinea l’intento con franchezza: far convivere assieme mondi musicali ancora spesso lontani come quello dell’accademia contemporanea e dell’improvvisazione elettroacustica. L’avvio è di quelli che lasciano senza fiato, perché l’assolo di Parker nel brano d’apertura, Indistinguishable From Magic, è un’ennesima discesa vertiginosa nel maelström sonoro di cui il sassofonista inglese è maestro insuperabile; la sua padronanza della respirazione circolare ha del prodigioso e per molti, tuttora, anche dell’inarrivabile. L’abisso si fa ancor più profondo quando a far da contrappunto appare una legione d’archi spettrale e minacciosa. La scelta di raddoppiare i timbri fatta da Hawkins è di un’efficacia immediatamente palpabile. Si tratta di un brano superbo, che rimanda alle esperienze di Parker con il suo Electroacustic Ensemble. Si raddoppia anche nel successivo Sea No Shore che affida a due solisti il compito di disegnare un improbabile disegno ritmico/ melodico. Il tappeto percussivo di Sanders apre le danze e si rarefà sul finire, mentre la tromba di Pursglove non smette di inseguire un motivo in parte perduto. Il brano è in pratica un duo con il quale nella seconda parte interferisce nuovamente l’ensemble con movenze astratte. È soltanto nel successivo Ensemble Equals Together che Hawkins entra in scena e a sua volta ritorna Parker. Entrambi sono in primo piano ma il vero solista è il Riot Ensemble, che addensa suoni, sprigiona glissandi e ripetizioni di suoni apparentemente caotici. Hawkins si ritaglia uno spazio proprio conducendo un prolungato e baldanzoso assolo in Leaving The Classroom Of A Beloved Teacher, svolto su una linea di basso trascinante quanto basta per fare escursioni sulla tastiera in lungo e largo, andando da Monk a Cecil Taylor. Anche in questo caso il solista subisce una sorta di assalto dall’intero organico, che trascina il pianismo del leader in un gorgo sonoro indistinto. Quanto sia ampio l’orizzonte compositivo di Hawkins ce lo indica l’austero Ecstatic Baobab, con micro variazioni tonali che affondano le loro fragili radici nella «tradizione dell’avanguardia », per così dire, a iniziare da Anton Webern e giungendo agli sperimentatori del secondo dopoguerra. Si chiude con Optimism Of The Will, che azzarda la vera sintesi tra le varie anime del collettivo: un nevrotico connubio di elettronica e basso introducono Pursglove e Sanders, che a loro volta si trascinano dietro prima Parker e il leader, poi l’intero ensemble per una sarabanda a un passo dal deragliamento. Poi tutto si riduce a uno strepitoso duettare tra Parker e Hawkins alla ricerca di un’impossibile conclusione e, scarnificando il suono un po’ alla volta, il duo raggiunge finalmente il silenzio e i nostri applausi.
Fucile

Pubblicata sul numero di febbraio 2021 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

Goodfellass

FORMAZIONE

Percy Pursglove (tr.), Evan Parker (sop.), Rachel Musson (fl., ten.), James Arben (fl., cl. b.), Alexander Hawkins (p.), Matthew Wright (elettr.), Benedict Taylor (viola), Hannah Marshall (cello), Neil Charles (cb.), Mark Sanders (batt., perc.) + Riot Ensemble: Mandhira de Saram, Marie Schreer (viol.), Stephen Upshaw (vla), Louise cMonagle (cello), Marianne Schofield (cb), Aaron Holloway-Nahum (dir.).

DATA REGISTRAZIONE

Oxfordshire, 30 luglio 2020.