Gruppo d’improvvisazione «Nuova Consonanza»

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AUTORE

Gruppo d’improvvisazione «Nuova Consonanza»

TITOLO DEL DISCO

«Nuova Consonanza»

ETICHETTA

Cinevox


Sorprende sempre ascoltare il GINC, i suoi scavi nel nucleo stesso del suono, tortuosi e proprio per questo affascinanti, scoprendo che l’intera impalcatura, minuziosamente edificata, rimane stabilmente eretta pur in apparente assenza di sostegni. Tutto si muove con naturalezza, generando flussi sonori niente affatto involuti, nonostante i vincoli, o quanto meno le regole, le condizioni di esecuzione che il collettivo stesso si auto imponeva, inclusa la zavorra ideologica e concettuale tutelata dall’imperitura regia di Evangelisti. Accade insomma, un po’ come negli esercizi letterari dell’OuLiPo, il gruppo di Queneau, Perec, Calvino, tra gli altri: letteratura potenziale lì, e in un certo senso si addice la definizione di musica potenziale a quella concepita dall’ensemble capitanato da Evangelisti. Lo prova assai bene questo disco originariamente pubblicato nel 1975, quando il GINC vantava ormai un decennio di attività. L’attuale ristampa rigorosamente realizzata solo nel formato trentatré giri fa seguito a un’edizione su compact disc apparsa e sparita una dozzina d’anni fa (per la precisione due dei quattro brani erano anche stati inclusi precedentemente in un’antologia della RZ). In realtà, si tratta di un’edizione sorprendentemente diversa da quella storica che venne fedelmente riproposta nel dischetto digitale. Nel lavoro di restauro sui nastri originali ci si è ritrovati di fronte a un insospettabile quanto inedito assetto originario della prima facciata dell’album, da sempre occupata dai circa venti minuti di Settimino. È invece emerso che il piano originale prevedesse anche il più breve Soup sul lato A come chiusura, ma non solo. La vera significativa differenza è che in realtà Settimino venne «montata» al contrario, e così è rimasta nota fino a oggi. Quello che il nuovo album propone è un brano i cui primi sei minuti e spiccioli di secondi in realtà sono la parte conclusiva. Le due sezioni in effetti sono separate da alcuni attimi di silenzio, e forse è in quel vuoto che si cela il mistero dell’errore. Se errore fu, chissà se, a modo suo, il GINC non azzardò una sorta di palindromo sonoro, una di quelle sequenze che tanto piacevano ai membri del citato OuLiPo. Quanto a Soup, la chiusura ritrova ora una dissolvenza che rende meno tagliata di netto l’ultima risonanza. Risultano invece intatti i due brani che ora compongono la seconda facciata, ovvero Eflot e Scratch. Nell’insieme il lavoro è tra i più commestibili della formazione, in virtù di un maggiore sviluppo degli spunti e delle idee. Il GINC ne guadagnò in coesione complessiva, pur sciorinando l’intero suo repertorio, dando luogo a emissioni sonore originate grazie, come da tradizione, a soluzioni variegate: percuotendo superfici metalliche, soffiando nei bocchini (l’acidissimo suono di Morricone), strofinando corde o tubi di cartone e tutta l’altra congerie di soluzioni consuete nella pratica del gruppo. Resta da dire che la presente edizione si avvale anche di un prezioso e raffinato libretto che analizza nel dettaglio le caratteristiche del lavoro, ora più consonante con gli intenti originari.

Fucile

[da Musica Jazz di dicembre 2019]


DISTRIBUTORE

soundohm.com

FORMAZIONE

Mario Bertoncini, Walter Branchi, Franco Evangelisti, Egisto Macchi, Ennio Morricone, Giovanni Piazza, Jesús Villa-Rojo (strumenti e oggetti vari).

DATA REGISTRAZIONE

Roma, 1975.