Naturalmente Pianoforte, a Casentino dall’11 al 19 luglio

Anteprima del festival toscano con il concerto di Renzo Rubino il 24 giugno.

- Advertisement -
Musica Jazz Radio

Nel pianoforte esiste un pedale speciale. Si chiama sustain: prolunga il suono oltre il gesto che lo ha generato, lo lascia respirare, lo fa durare nel tempo. È forse la più precisa definizione di sostenibilità che si possa trovare nell’arte. Ed è proprio da questa idea che nasce l’anima più profonda di Naturalmente Pianoforte: un festival che non porta la musica nel Casentino, ma la lascia crescere là dove già esiste. Che non occupa il paesaggio, ma vi risuona dentro.

Dall’11 al 19 luglio 2026, piazze medievali, castelli, foreste, fiumi e borghi silenziosi diventano co-protagonisti e parte viva della musica. Il festival, organizzato dall’associazione Pratoveteri APS insieme al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e al Comune di Pratovecchio Stia, abbraccia tutti e dieci i Comuni del Casentino in una rete di luoghi, persone e suoni che è già, di per sé, un’opera d’arte collettiva.

Il tema scelto per questa edizione, Nessun genere di confine, è una dichiarazione di metodo. E, la sinestesia – quella fusione continua tra suono, gesto, parola e paesaggio – è la struttura stessa del festival. Qui il jazz incontra la classica, il pianoforte dialoga con l’arte contemporanea, il fumetto si fa diario collettivo disegnato in tempo reale, la fotografia abbatte confini visibili e invisibili, il cibo racconta identità e radici.

La maggior parte degli eventi è a ingresso gratuito, perchè Naturalmente Pianoforte nasce da questo territorio e a questo territorio restituisce tutto, senza barriere, senza distanza tra il palco e chi ci vive.

Renzo Rubino

Il festival si apre con un’anteprima. Il 24 giugno (Fondazione Baracchi, Bibbiena, ore 21.00), Renzo Rubino porta in scena Cosa direbbe Lucio: un’ouverture intima e orchestrale dedicata al genio di Lucio Dalla, un omaggio narrativo che anticipa lo spirito dell’intera manifestazione. Un assaggio prima che tutto inizi l’11 luglio, in piazza Tanucci a Stia, sul palco la pianista russa Olga Moniakh con l’Orchestra OIDA di Arezzo, diretta dal maestro spagnolo Manuel Tevar. In programma due capolavori di Beethoven: il Concerto per pianoforte e orchestra “Imperatore” e l’Ottava Sinfonia. La grande classica apre la porta. Poi il festival si dilata in tutte le direzioni.

I CONCERTI: UN PANORAMA SENZA FRONTIERE

La sezione concerti principali obbedisce a una regola che il direttore artistico Enzo Gentile difende con orgoglio: “Proponiamo ogni anno artisti mai incontrati nelle edizioni precedenti”. Il risultato è un panorama vasto e a tratti sorprendente, che attraversa decenni di musica e geografie culturali lontanissime.

John De Leo
Rita Marcotulli

Rita Marcotulli dialoga con la voce di John De Leo in un omaggio visionario ai Pink Floyd. L’icona del soul jazz britannico Sarah Jane Morris arriva con Anders Olinder e The Sisterhood 1 e 2: un tributo personalissimo alle voci femminili che hanno riscritto la storia della musica come Billie Holiday, Nina Simone, Janis Joplin o Amy Winehouse. Francesca Tandoi, tra le pianiste più originali del nuovo jazz europeo, porta il suo Trio con Stefano Senni al basso e Pasquale Fiore alla batteria.

Gloria Campaner

Gloria Campaner attraversa l’intera settimana con un pianismo capace di abitare mondi distanti: insieme a Valeria Solarino in un dialogo tra musica e parola, e con Paolo Ruffini in uno spettacolo che mescola ironia e profondità. Il teatro-canzone irrompe con Elio e Alberto Tafuri nella produzione speciale de La rivalutazione della tristezza, accompagnati da Giulio Molteni al basso e Martino Malacri alla batteria: una dimensione onirica dove la satira si fa poesia e il pianoforte diventa specchio dell’anima. È proprio questa capacità di tenere insieme mondi lontani (la comicità e il dolore, la leggerezza e la profondità), che definisce il carattere del festival.

Elio
Foto di Laila Pozzo

L’ALBA DI ROMENA: IL MOMENTO CHE ESISTE UNA VOLTA SOLA

Il momento più atteso dell’intera edizione si consuma all’alba del 19 luglio, quando il buio cede al primo chiarore sulla Pieve di Romena. Qui il pianoforte di Gloria Campaner incontra la parola di Paolo Ruffini in Mi manchi. L’alba della mia felicità: un evento concepito per esistere una volta sola, in quel luogo, in quell’ora. Non uno spettacolo da replicare, ma un’esperienza da attraversare. Un’opera creata appositamente per il festival, che nasce e muore con l’alba.

Isabella Turso_ph Andrea Varani

 IL PIANOFORTE NEI BORGHI, NELLE STRADE, SOTTO LE STELLE

Ma il festival non abita solo i grandi palchi. La Colonna Sonora porta decine di pianisti nelle strade e nelle piazze di Pratovecchio, fino a che il suono non diventa paesaggio quotidiano. Musica nei borghi raggiunge gli angoli più remoti del Casentino come il Castello di Sarna dove la musica di Isabella Turso e la narrazione di Giorgio Volpi conducono in L’arte segreta della natura, un viaggio che sradica la nostra visione antropocentrica del mondo per rivelare che la creatività non è prerogativa esclusiva dell’essere umano.

Dal tramonto all’alba, sezione diretta da Denis Ferri, è lo spazio più libero e imprevedibile del festival: dalla dimensione performativa del Lungarno al La.B, una sorta di backstage condiviso dove musica, parola e gesto si incontrano nella forma più spontanea, fino al Podere Sommo alla Villa, dove l’alba del 17 luglio sarà accompagnata dal polistrumentista e biologo Renato Torre attraverso un sistema di cuffie silent concert che cattura e restituisce i suoni ambientali: il festival che ascolta la foresta, e la foresta che suona. Il 18 luglio, il sole sorge, invece, con Luis Di Gennaro che riarrangia i grandi successi dei Coldplay in un omaggio pianistico emozionale e intimo.

ARTE, FOTOGRAFIA, FUMETTO: QUANDO LA SINESTESIA SI FA VISIBILE

Accanto alla musica, Naturalmente Pianoforte continua a sviluppare una potente dimensione multidisciplinare. L’Arte Contemporanea, diretta da Afran (pseudonimo di Francis Nathan Abiamba), declina il concetto wagneriano di Gesamtkunswerk (l’opera d’arte totale), in mostre, installazioni e interventi diffusi nel paesaggio. Le Botteghe d’Arte in Natura (BAN) portano artisti e pianisti a lavorare fianco a fianco: il pubblico non assiste all’opera finita, ma al gesto vivo della creazione. Maestri d’arte: Silvio Boselli, Alessia Zari, Pierre Pintor, Savina Foresti, Samuele Piardi, Barbara Fumagalli, Sara Lovari, Elisa Zadi.

Giovanni Marrozzini firma la sezione fotografica con Isole. Un fotografo, dieci racconti fotografici e dieci scrittori: Alberto Rollo, Fabio Guarnaccia, Francesco Zani, Veronica Galli, Gabriele Cavallini, Massimo Gezzi, Marco Filoni, Angelo Ferracuti, Laura Pugno e Lorenzo Pavolini. A ciascun autore è stata affidata una sequenza di immagini accompagnata da una suggestione proposta dal fotografo. Nessuna consegna. Nessun obbligo di interpretazione. Le fotografie non illustrano i racconti. I racconti non spiegano le fotografie. Entrambi nascono dallo stesso incontro. Ogni Isola è una possibilità di attraversamento.

Giuseppe Scapigliati coordina la sezione Fumetto: Sudario Brando e Mattia Sarti trasformano il festival in un diario collettivo disegnato in tempo reale, giorno per giorno, ora per ora e Giorgio Franzaroli che parteciperà al racconto viaggiando con la Carovana.

Simona Molinari

LE PAROLE, LA CAROVANA, I PIÙ PICCOLI

Gli Incontri – Le Parole, curata da Andrea Scanzi e don Luigi Verdi, porta nei luoghi più suggestivi del Casentino, al tramonto e con il pianoforte sempre presente, un salotto di voci tra musica e riflessione. Ospiti: Anna Foglietta, Simona Molinari, Enzo Iacchetti, Nicola Gratteri e Giovanna Botteri.

La Carovana è il cuore nomade del festival: un trekking artistico nel Parco Nazionale in cui il pubblico diventa comunità in cammino. A guidarla, Nicola Doni, Andrea Pellegrini e gli artisti Luca Mauceri, Giorgio Franzaroli, Miriam Bardini, Stefania Ermini, gli scrittori Antonella Fioravanti (Viaggio nel mondo invisibile, Aboca edizioni) e Giulio Betti (Ha sempre fatto caldo, Aboca edizioni), e il progetto Pedala Piano. Ogni passo è una performance. Ogni incontro, un’opera.

Due novità ampliano ulteriormente i confini del festival. Armonie Naturali è la prima sezione dedicata ai più piccoli: una settimana di laboratori per bambini dai 5 ai 12 anni tra musica, arte e parola, realizzata in collaborazione con il Festival del libro di Bibbiena.

Nasce anche VIVERI, sezione ideata da Martina Liverani, giornalista e gastronoma, che porta la cultura del cibo dentro la narrazione del territorio: incontri e storie costruite attorno al progetto del Parco Nazionale ‘Aziende agricole consigliate dal Parco’, che restituiscono il legame profondo tra paesaggio, lavoro e identità.

 FORMARE MENTRE SI CELEBRA

La Classica, con la direzione artistica del M° Andrea Turini, costruisce un dialogo tra grandi interpreti e giovani talenti attraverso concerti e masterclass di alto perfezionamento: il pianoforte come strumento di trasmissione, non solo di esibizione. Naturalmente Jazz, Pop… è la masterclass del M° Massimiliano Calderai, rivolta a pianisti di ogni età che vogliono espandersi nei linguaggi della musica contemporanea. Il festival non celebra soltanto l’eccellenza: la fa crescere.

VERSO LA SOSTENIBILITÀ CERTIFICATA

Per il 2026, Naturalmente Pianoforte avvia il percorso verso la certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi. La campagna Naturalmente Green accompagna il pubblico verso pratiche eco-compatibili e forme di mobilità sostenibile, in un’attenzione concreta, coerente e quotidiana al territorio che lo ospita: un festival che nasce dentro un Parco Nazionale non può che farsene custode.

 

 

- Advertisement -
Musica Jazz Radio

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti subito alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie sul JAZZ internazionale

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali (ai sensi dell'art. 7 del GDPR 2016/679 e della normativa nazionale vigente).

Articoli correlati

Intervista a Lorenzo Cimino

Il Festival Internazionale del Jazz della Spezia è la kermesse jazzistica più longeva d’Italia, che quest’anno giunge alla cinquantottesima edizione. Ne parliamo con il direttore artistico.

Notes Around SMG, dal 25 al 27 giugno

Seconda edizione per il festival che si tiene a Lainate, con la direzione artistica di Antonio Faraò.