Mirabassi/Taufic/Renzetti «Correnteza»

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AUTORE

Gabriele Mirabassi/Roberto Taufic/Cristina Renzetti

TITOLO DEL DISCO

«Correnteza»

ETICHETTA

Hemiolia


Lo scorso 25 gennaio sono caduti i novant’anni dalla nascita di António Carlos Jobim, autore principe di una genia già di per sé particolarmente ricca in materia come quella brasiliana. Non sono mancati ovviamente gli omaggi, di cui questo, nato inizialmente come progetto live e trasformatosi solo in un secondo tempo in un disco registrato in studio (in realtà nella chiesa di Santa Croce di Umbertide, «sotto lo sguardo di una Madonna compiacente dipinta da Luca Signorelli», come scrive Mirabassi accompagnando il cd, realizzato in analogico) è senz’altro tra i più eleganti e originali. Ne sono del resto artefici tre artisti già ognuno per proprio conto particolarmente avvezzi all’universo musicale brasiliano. Il risultato, come detto, è assolutamente maiuscolo, il clima che si respira intriso di un pathos soffice e prezioso.

Le pagine rilette sono fra le più celebri del grande Tom, in totale quattordici, di cui le ultime tre riunite in forma di medley. Accanto alla firma di Jobim compaiono quelle di Bonfà, de Moraes, Mendonça e Chico Buarque, oltre al nostro Sergio Bardotti, altra figura indimen- ticata, traduttore principe – pure lui – dei grandi brasiliani. Qui, singolarmente, figura quello splendore di Eu sei que vou te amar sulle cui note Jobim duettò con Caetano Veloso nel 1990 quando i due ricevettero congiuntamente il Premio Tenco, diventata Io so che ti amerò nella traduzione che fece appunto Bardotti per Ornella Vanoni ai tempi dello storico «La voglia la pazzia l’innocenza l’allegria», con Vinicius e Toquinho, anno di grazia 1976).

Arduo, come sarà facilmente intuibile, segnalare il meglio di un album del genere: diremmo Correnteza, delizia iniziale, come l’appena seguente Chovendo na roseira, e poi ancora, sempre in crudele selezione, Sabìa, con una lussuosa quanto pudica introduzione strumentale, gemma aggiunta (in generale, non solo nel caso specifico) del disco, Chega de saudade, immancabile (con un magistrale Mirabassi, qui più che mai), come del resto Luiza e Desafinado (manca invece, piuttosto inaspettatamente, A garota de Ipanema) e ancora Canta, canta mais. Aggiungere altro sarebbe togliere qualcosa al piacere dell’ascolto, che com’è logico consigliamo vivamente.

Alberto Bazzurro


DISTRIBUTORE

hemioliarecords.com

FORMAZIONE

Gabriele Mirabassi (cl.), Roberto Taufic (chit.), Cristina Renzetti (voc.).

DATA REGISTRAZIONE

Data sconosciuta