Forti di una ferrea intesa e di una solida affinità culturale, il 79eme violinista lettone Gidon Kremer, il pianista suo connazionale Georgijs Osokins e la violoncellista lituana Giedrė Dirvanauskaitė, hanno proposto un variegato programma che stabiliva un legame saldo e coerente tra tradizione e contemporaneità