Laila Biali «Out of the Dust»

6869

AUTORE

Laila Biali

TITOLO DEL DISCO

«Out of the Dust»

ETICHETTA

Act


L’inizio, con Revival, è da disco music anni Settanta in rallentamento: brano, attenzione, ricco di belle sfumature. Invero, tutta l’ultima fatica discografica della cantautrice canadese ha dei risvolti nostalgici, verso delle sonorità che occhieggiano ai fasti del ventennio Settanta-Ottanta. The Monolith ha la struttura della canzone, con un grande impatto orchestrale e un ritmo sottinteso. Glass House affida le sue armonie al songwriting nordamericano con ampie praterie di fusion. La matrice autoriale rimane ferma e scivola di brano in brano, attraverso le limpide corde vocali della Biali, che conduce il large ensemble verso ballad sostenute (Wendy’s Song) o banchetta con le corde del basso e il groove macinato dalla batteria nel soulful (Sugar). L’altalena dei ritmi conduce verso sonorità più diafane, illanguidite dalle note aperte del pianoforte (Alpha Waves) con richiami cinematografici. Parentesi francese, sia nei versi che nel tocco sonoro, in Au pays de la cocagne, prima di arrivare al soul-pop slow di Take Me To The Alley. Riprende la scia cantautoriale più classica, immersa in note da grandi orchestre con The Baker’s Daughter e lascia intendere quanto sia ammaliata dalla bellezza delle song anni Ottanta nelle rimarchevoli note di Broken Vessels, prima di chiudere con una chicca: Take The Day Off, minimalista nel background musicale, che mette in chiaro la luminosa voce della Biali.
Alceste Ayroldi


DISTRIBUTORE

Egea

FORMAZIONE

Formaz. complessiva: Laila Biali (voc., p.), Mike Maz Maher (tr.), Remy Le Boeuf (alto, fl.), Godwin Louis (sop.), John Ellis (ten., cl.), Alan Ferber (trne, voc.), Glen Patscha (org.), George Koller (cb.), Rich Brown (b. el.), Larnell Lewis (batt.), Ben Wittman (perc., batt.). 

DATA REGISTRAZIONE

Loc. e data scon.