«La bellezza della nuova musica», Emanuele Arciuli

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AUTORE

Emanuele Arciuli

TITOLO DEL LIBRO

«La bellezza della nuova musica»

EDIZIONI

Dedalo – Le grandi voci


Quando si parla di musica contemporanea, fin troppo spesso, si dispensano pareri e analisi facilone: gli occhi sono puntati sul cercare qualcosa di simile appartenente al passato, oppure a elargire giudizi tranchant. Per affrontare l’argomento ci vogliono competenza, perizia, pratica ed esperienza. Bene, Emanuele Arciuli ha tutte queste doti. Conosce a fondo la nuova musica (definizione già di per sé magistrale) e qui la affronta e la spiega con un lessico al contempo forbito ma mai saccente (presunzione che, invece, dilaga nella letteratura musicale). D’altro canto, non potrebbe essere diversamente: Arciuli è un pianista dalla radiosa carriera, anche come didatta (è docente di pianoforte principale al conservatorio di Bari), e che ha condiviso i suoi intenti con musicisti del calibro di Uri Caine, Fred Hersch, George Crumb, Frederic Rzewski, Milton Babbitt, Michael Torke, Michael Daugherty, William Bolcom, Joel Hoffman allorquando, nel 2001, diede vita a Round Midnight Variations, là dove i suddetti compositori avevano scritto per lui. La bellezza della musica è un libro per tutti: non ci sono bollini rossi per chi non ha una preparazione musicale-musicologica. Si badi bene, però, che non è un libro «leggero» nei contenuti: ha un taglio – ma solo latamente – biografico, attraverso il quale, in modo rapido e incisivo, l’autore ci conduce nelle pieghe della storia e delle strutture musicali di una certa musica, quella che i parrucconi – classici e non – ritengono per lo più abominevole. Pennella gli aspetti socio-economici, la musica (classica e non) come brand; ci fa entrare con fierezza d’attenzione nell’evoluzione della musica; traccia i sentieri dell’avanguardia e dello sperimentalismo, apparentando anche il jazz (Monk, il bop) a tale zona di confine. Ci lascia entrare nell’affascinante – e negletto – mondo del minimalismo e dello spettralismo fino a condurci, con mano sapiente e paterna, alla concezione – con l’obbrobrioso termine-ombrello oramai dilagante – di post-moderno.
Arciuli ci parla di jazz, di Cage, di Ligeti, di Stockhausen, di Berio, di Xenakis, di Rzewski. E ce li lascia ascoltare, letteralmente: ogni brano di rilievo è contrassegnato da un QR code che consente di accedere direttamente al video-ascolto tramite Youtube. Così, per non perdere di vista la bellezza di certa musica, per leggere di musica senza imbrigliarsi in elucubrazioni musicologico per happy few, il libro di Emanuele Arciuli è la bussola che tutti devono avere.
Alceste Ayroldi

PAGINE E PREZZO

pagine 77, prezzo euro 11,50

LUOGO E DATA DI STAMPA

Bari, 2020