Joe Lovano & Jakob Bro a Bergamo il 24 ottobre

Martedì 24 ottobre alle 20.30 al teatro Sociale di Bergamo l'unica data italiana del duo. Alle 18 incontro con pubblico e stampa per annunciare gli eventi principali di Bergamo Jazz 2024.

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Joe lovano, nuovo Direttore Artistico di Bergamo Jazz, sarà a Bergamo martedì 24 ottobre per un concerto al Teatro Sociale (ore 20.30) insieme al chitarrista danese Jakob Bro, unica data italiana di un tour che porterà i due musicisti in giro per l’Europa fino ai primi di novembre, tra Svizzera, Ungheria, Germania, Belgio e Olanda. Prima del concerto, Joe Lovano, nel Ridotto dello stesso Teatro di Città Alta (ore 18), annuncerà al pubblico e alla stampa gli eventi principali di Bergamo Jazz 2024.
Alla guida di Bergamo Jazz dopo Uri Caine, Paolo Fresu, Enrico Rava, Dave Douglas e Maria Pia De Vito, che l’ultima sera di Bergamo Jazz 2023 al Teatro Donizetti ha idealmente passato il testimone al suo successore, Joe Lovano è da diversi decenni una delle figure centrali del jazz contemporaneo, profondamente legato alla moderna tradizione della musica di estrazione afro-americana ma nel contempo proteso alla ricerca di raffinate soluzioni espressive. Come dimostrano i suoi recenti album registrati per ECM, fra cui One Around The Room, realizzato con un’ampia formazione diretta insieme allo stesso Jakob Bro.
Esplicitamente dedicato a Paul Motian, con il quale sia Joe Lovano che Jakob Bro hanno avuto modo di collaborare assiduamente, One Around The Room è stato registrato a Copenaghen nel novembre del 2021 e attesta l’importanza dell’influsso che il leggendario batterista ha esercitato anche come leader e compositore sulle vicende del jazz dagli anni Sessanta in avanti. Lo stesso Lovano – che insieme a Paul Motian ha calcato due volte il palcoscenico del Teatro Donizetti, nel 1995 con il progetto “Brodaway Music” con Lee Konitz, Bill Frisell e Marc Johnson, e nel 1998 in trio con Frisell – racconta dell’esperienza vissuta accanto all’ex partner di Bill Evans: «Ogni volta che salgo su un palcoscenico o sono in studio di registrazione, tengo presente la lezione di Paul. Cioè che la musica dovrebbe riguardare la respirazione profonda e l’ascolto attento: quando uno suona deve essere leader e accompagnatore allo stesso tempo, deve condividere lo spazio e lasciarsi trasportare dalla musica. Non si tratta di dimostrare il proprio virtuosismo strumentale, quanto piuttosto esplorare l’arte di improvvisare, essere quindi totalmente immersi nel momento in cui essa pende vita e sentirsi realmente coinvolti nella musica che si suona».
Jakob Bro, anch’egli ben noto al pubblico di Bergamo Jazz e il cui debutto discografico con Paul Motian risale all’album ECM Garden of Eden del 2004, aggiunge: «Ciò che ho amato così tanto della musica di Paul è stata la sua sensibilità estetica, sia nel modo in cui suonava che nel modo in cui componeva. Sia che suonasse la sua musica o degli standard, era sempre chiaro che si trattava di Paul Motian. Anche il modo in cui metteva insieme le persone e organizzava le sue band era fonte di ispirazione. Più personalmente, l’universo armonico delle composizioni di Paul è stato vitale nella mia ricerca di qualcosa di individuale nella mia scrittura. A poco a poco, sono passato dai miei brani direttamente correlati a quelli di Paul ad altri dove potevo collegare la sua influenza e le sue idee a un clima musicale più nordico. Ho quindi iniziato a relazionarmi con la musica della mia infanzia, che si trattasse di salmi o melodie popolari, e ho iniziato a costruire ponti tra i mondi delle mie varie influenze. L’ispirazione di Paul mi ha aiutato tantissimo a sviluppare la mia voce».
Joe Lovano e Jakob Bro hanno iniziato a suonare insieme nel 2009, quando il sassofonista americano si è unito al trio del chitarrista Bro durante tre serate al Jazzhouse, il più famoso club di Copenaghen. «Sono stato affascinato da Joe per il suo suono, la sua sensibilità ritmica, il suo senso dell’espressione», ricorda oggi il musicista scandinavo, «Nel modo di suonare di Joe percepisco tutta la storia del jazz, ma allo stesso tempo colgo il suo approccio personale alla musica».
Sul suo collega europeo, dice Lovano: «Jakob è per molti versi un discepolo di Bill Frisell, ma ha una sua visione della musica e della vita. Non è ‘un chitarrista solista’, in quanto tale, anche se può sicuramente esserlo. La sua dote più bella è un suono orchestrale, molto creativo. E lui è stato davvero determinante nella concezione dell’album dedicato a Paul Motian».
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