Jeremy Pelt «Jeremy Pelt The Artist»

3492

AUTORE

Jeremy Pelt

TITOLO DEL DISCO

«Jeremy Pelt The Artist»

ETICHETTA

HighNote


Quanto le arti visive possano influenzare il lavoro di un musicista è difficile da stabilire di fronte al lavoro finito. E quindi non sappiamo fino a che punto la frequentazione ripetuta del Musée Rodin di Parigi, dedicato al grande scultore e pittore Auguste (1840-1917), sia stata la molla di «Jeremy Pelt The Artist» (quantomeno della Rodin Suite che lo occupa per buona parte), anche se il leader ne parla nelle note di copertina. Quello che però non lascia dubbi sono la plasticità dei brani immaginati dal trombettista, il senso dell’armonia e delle proporzioni, la consistenza sonora: tutte cose, insomma, che a posteriori ci fanno intravedere l’ammirazione di Pelt per l’artista francese e alle quali si potrebbe aggiungere la pastosità della tromba, che si sposa bene anche con situazioni vicine al Miles elettrico. Davis, infatti, sembra uno dei punti di riferimento del leader, assieme ad Art Farmer e Freddie Hubbard.

«Jeremy Pelt The Artist» è un disco molto particolare, eminentemente «black» (se così si può dire) e da assaporare con lentezza. Il ritmo non è un ingrediente fondamentale se non occasionalmente (come nel postboppistico Feito) ma funge da veicolo per una musica che punta molto sulle combinazioni dei suoni, come si può dedurre già osservando la strumentazione. Nemmeno gli assolo sono un elemento determinante, eppure il disco non manca di fascino e gusto, ed è prova di grande maturità da parte di un jazzista che sa guardare oltre la propria disciplina.

Piacentino

[da Musica Jazz, giugno 2019]


DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Jeremy Pelt (tr., elettronica), Chien Chien Lu (vibr., marimba), Alex Wintz (chit.), Victor Gould (p., p. el.), Frank Locrasto (p. el., elettr.), Vicente Archer (cb.), Allan Mednard (batt.), Ismel Wignall (perc.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, 13 e 14-9-18.