Eivind Aarset – Jan Bang «Snow catches on her Eyelashes»

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AUTORE

Eivind Aarset – Jan Bang

TITOLO DEL DISCO

«Snow catches on her Eyelashes»

ETICHETTA

Jazzland


Quando la musica non si perde nei meandri scuri del tempo, vengono fuori dei diorami meravigliosi. Una spinta al minimalismo elettronico, uno sguardo ai compositori del Novecento e una boccata d’aria fresca tra i fiordi norvegesi. E’ questo il mood di questa nuova opera, in dieci distinti episodi musicali, di Aarset e Bang. Il duo è affiancato, nei vari brani, da un bel gruppo di stelle del firmamento scandinavo che recitano la loro parte, portando in dono regali e finimenti. La sovrapposizione di suoni, di archetipi millenari, di strutture che si agganciano è già evidente in Purplebright, con la linea di basso continuo che si piega alle meraviglie elettroniche e ai sintetizzatori di Honoré, nonché alle emissioni vocali da sirena di Sidsel Endresen. La lucentezza e il rimescolarsi delle onde del lago si fa sinfonia in Asphalt Lake, dal lento e costante incedere dei movimenti della chitarra e della tromba echeggiante di Molvær. Tra i tramestii elettronici e i garbati rumori di fondo si dispiega la sovrapposizione di pianoforti di Norbakken e Øverland, che tra microscopiche variazioni e pesate armonie, dipingono un quadro tanto siderale quanto affascinante in Before The Wedding. Sale la massa sonora nelle agogiche note di Two Days In June, con Aarset che pennella gli acquerelli a maglie larghe creati da Bang, prima di aprire la scena, con Outer Sphere, a sventagliate di materiale elettrico sonoro che rende oscuro brumosa l’aria. Il tenebroso basso di Erlien tiene banco in The Witness, che illumina e rischiara l’ambiente prima di toccare la soglia del lirismo più disadorno con le note di Aarset che fendono l’aria. Le avanguardistiche note di Inner Sphere, che gioca su spazi sonori sovrapposti, danno la stura al romantico periodare di Serenade, lì dove le note si incastrano nelle tessiture di un elettronica biricchina. Monosphere riprende il tema avanguardistico, con suoni prolungati interrotti da piccole scintille e con il crescendo dei suoni che allarga gli orizzonti. La soavità quasi orientale di Nightspell dichiara la fine di un album sul quale meditare. 
Alceste Ayroldi


DISTRIBUTORE

jazzlandrec.com

FORMAZIONE

Eivind Aarset (chit.), Jan Bang (elettronica); Ospiti: Nils Petter Molvær (tr.), Hilde Norbakken, Svein Øverland (p.), Erik Honoré (sint.),  Audun Erlien (b. el.), Audun Erlien (elettronica), Anders Engen (batt.), Sidsel Endresen (voc.).

DATA REGISTRAZIONE

Kristiansand, data scon.