Como la piel. Intervista a Rita Payés

La giovane artista catalana sarà in concerto il 4 agosto al Tempio di Giunone nella Valle dei Templi ad Agrigento per il FestiValle.

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Buongiorno Rita, piacere di conoscerti e di ospitarti sulle pagine di Musica Jazz. Hai iniziato a suonare il pianoforte, poi sei passata al trombone. Cosa è successo?
Buongiorno e grazie per l’ospitalità. Dunque, è una storia così divertente! Mi ricordo il momento esatto in cui ho visto un ragazzo piccolino che suonava il trombone nella mia città natale. Indossava un cappello buffo e, quindi, ha attirato la mia attenzione. In quel preciso momento ho pensato e mi sono detta: voglio suonare questo strumento!.

Avevi solo tredici anni quando sei entrata a far parte della Sant Andreu Jazz Band. Non è facile che una ragazzina si innamori del jazz…
Il jazz era ovunque nella mia casa. Mio padre ci faceva ascoltare musica jazz anche in macchina. Dopo alcuni anni io e mio fratello lo abbiamo, per così dire, superato e gli abbiamo mostrato nuovi dischi di jazz!

Rita Payés

Come è nata l’idea del tuo nuovo disco «Como la piel»  con Elisabeth Roma?
Facile e semplice. Per noi è la seconda parte del nostro primo album «Imagina» la differenza è che questo nuovo incorpora le mie canzoni e due nuovi membri: Juan Berbín e Horacio Fumero.

E’ la prima volta che parti in tour con tua madre?
Siamo in tour da quando ero bambina con la Sant Andreu Jazz Band. Ora suoniamo insieme e condividiamo il palco. È fantastico!

La tua musica tiene a mente la tradizione musicale catalana. Quali alter musiche influenzano il tuo processo compositivo?
Bossa nova e bolero dall’America Latina, sicuramente: adoro entrambe!

In agosto sarai ospite del FestiValle ad Agrigento. Hai già in mente il repertorio?
Sì suoneremo brani tratti dagli ultimi due album e alcune sorprese…

Mi sembra che l’Italia ti abbia accolto bene. Sei spesso qui in concerto. Qual è il tuo rapporto con il pubblico in generale e con quello italiano in particolare?
Gli italiani mi hanno sempre accolto benissimo. È bello e commovente vedere quanta gente è disposta a viaggiare per molti chilometri solo per vederci suonare. È incredibile per noi.

Cosa è scritto nell’agenda di Rita Payés?
Questa è probabilmente una delle ultime volte in cui si potrà vedere questa formazione in Italia, perché finiremo il tour entro la fine di quest’anno. Dopo di che ci riposeremo e ci prenderemo cura di noi stessi per un po’ di tempo.
Alceste Ayroldi