«Xmas». Intervista a Karima

Il nuovo disco della vocalist livornese è dedicato alle canzoni del Natale. Ne parliamo con lei.

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Buongiorno Karima e benvenuta a Musica Jazz. Perché hai voluto fare un disco natalizio? Cosa ti ha spinto a realizzarlo sapendo che è un disco “a tempo”, visto il tema?
Buongiorno a te! Questa tua domanda mi fa davvero sorridere perché in realtà non volevo neanche registrare un disco di Natale! Questo è un progetto che ho con la mia band storica da ben dodici anni e ora sto lavorando da qualche mese al mio prossimo disco. Tuttavia per mettere a fuoco la direzione artistica, ho capito che ci voleva più tempo del previsto e allora, visto che sono stata ben 6 anni e mezzo lontana dalle sale di incisione prima di «No Filter», il desiderio era di non fermarmi e di entrare in studio. Quindi la colpa di questo disco è tutta da attribuire al mio pianista, Piero Frassi! (ride, n.d.r.).

C’è stato uno “spirito guida”? Mi spiego: hai tratto ispirazione da qualche altra interprete che si è cimentata con le Christmas songs?
Ho sempre ascoltato musiche di Natale, di ogni cantante e di ogni genere, amo questa festività e quindi ho voluto celebrarla a modo mio. L’unica fonte di ispirazione sono stati gli arrangiamenti creati su questi brani che ormai, cantandoli da diversi anni, sono diventati familiari.

Avevi già avuto esperienze in merito? Ti è risultato difficile immergerti in questo mood musicale del tutto particolare?
Per niente difficile, mi sento assolutamente nei miei panni ad affrontare questo repertorio. Mi è mancato cantarlo nei due Natal“i” di pandemia e sono dispiaciuta del fatto che certe canzoni si possano cantare solo per qualche settimana. E se facessimo un tour estivo ma con le canzoni natalizie?! (ride, n.d.r.)

Di brani natalizi ce ne sono tantissimi. Con quale criterio hai scelto quelli che fanno parte del tuo disco?
Ho scelto i cosiddetti «classiconi» e tra l’altro, dopo aver fatto una ricerca accurata, mi sono resa conto che la maggior parte, se non tutti, i brani di Natale sono stati scritti e composti tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta: che strana cosa! Non so darti una spiegazione di questo. Addirittura Silent Night fu composta nel 1818… Amo quegli anni e l’ho sempre detto a mia mamma, sono nata nell’epoca sbagliata!

Karima, cosa significa per te il Natale?
Io ho passato un’infanzia dura, per niente facile, ho conosciuto mio papà all’età di 17 anni e sono cresciuta con mia mamma invalida, con un fratello ed una sorella nati da un matrimonio precedente. Ero il «Calimero» di casa e ho vissuto per un paio d’anni, nella fascia d’età che va dagli 8 ai 10 anni, con il dubbio di essere stata adottata!! Ma… Nonostante tutto per me, il Natale è Famiglia! Mia mamma è stata così brava a colmare i vuoti e le distanze, facevamo grandi alberi di Natale alti fino al soffitto, pieni di lucine colorate e con tanti regali sotto… Magari nel mio cuore regnava un po’ di dolore ma con tanta bellezza intorno, si travestiva da festa!

Vorresti parlarci dei tuoi compagni di viaggio?
Con grande gioia e piacere. Parto dalla ritmica, Bernardo Guerra alla batteria, un misto di groove, delicatezza e colori, e Gabriele Evangelista al contrabbasso… Gabri è speciale, basta guardarlo suonare, tappandosi le orecchie per sentire la musica! Piero Frassi è ormai la mia spalla di certezza, fiducia e bene incondizionato. Quando suoniamo in duo, ormai dopo quasi 19 anni, non c’è bisogno né di guardarci né di stare vicini, io so già cosa lui suonerà, lui sa già cosa io canterò! In questo disco ho anche la fortuna di avere ospite un amico, Stefano “Cocco” Cantini… “Ste” con quel sax, canta!! Con la sensibilità di un cantante ma con il mordente di un sassofonista.

Sei già pronta per un tour promozionale?
Prontissima! Non vedo l’ora!!

Karima, il jazz quando è entrato a far parte della tua vita artistica?
Il jazz entra a far parte della mia vita intorno ai 16 anni, con un disco di John Coltrane e una Lullaby of Birdland di Ella Fitzgerald. Il colpo di fulmine tra me e lui è stato immediato!

Ogni artista, nel suo percorso, ha avuto alti e bassi. Qual è stato il momento che reputi più felice e quello più buio?
Sono del segno zodiacale dei gemelli, regna in me la “lunaticità”, quindi se adesso devo fare un conto tra i momenti down e i momenti UP, sicuramente siamo a pari livello!! Credo di aver bisogno di una cosa, di un pizzico di fortuna in più!

Nel 2015 hai dedicato un album a Burt Bacharach. Oggi, a quale compositore dedicheresti un disco e perché?
Come ho fatto con il mio disco «No Filter» e come farò con il prossimo lavoro discografico, da donna mi piace dare voce ai cantanti maschili ma con un sound tutto femminile… Tuttavia se dovessi scegliere un autore soltanto, andrei a colpo sicuro su Stevie Wonder.

Rispetto al tuo esordio discografico, quanto è cambiato nel corso del tempo il tuo approccio alla musica?
All’inizio per me entrare in studio e registrare un disco era molto difficile, si parla di 15-16 anni fa… Entravo in sala di registrazione, mi trovavo davanti al microfono, senza pubblico, senza band… Da quel momento si bloccava tutta la mia creatività e non riuscivo a cantare, oppure cantavo ma non come sapevo fare io… Da lì piano piano ho cominciano a conoscere (grazie a Burt) il modo di poter registrare in studio in “presa diretta” e da quando ho appreso questo modo, non riesco a registrare in altra maniera. KARIMA, CLOSE TO YOU, NO FILTER e X-MAS sono tutti stati registrati così.

Qual è il tuo rapporto con le tecnologie applicate alla musica?
Un vero disastro!

Se ti dovessero proporre un concerto in un Metaverso, accetteresti?
Sono dovuta andare a cercare sul web che cosa significa Metaverso perché non lo sapevo… Beh, non è assolutamente il mio modo di vivere la musica, ma siccome sono dell’idea che dobbiamo sempre fare esperienze nuove, mi metterei in gioco con curiosità in una nuova dimensione

Cosa cambieresti nel sistema dell’industria musicale italiana?
Oddio, che domanda importante: tutto, cambierei tutto! Cambierei le tempistiche e la qualità di trasmissione musicale per radio, ma capisco anche che (forse) siamo in un mondo che si muove di corsa in cui la musica va di pari passo. Cambierei la musica in Tv e farei sì che ci fosse musica per davvero e non musica di contorno! Anche il festival di Sanremo ormai è vittima dei follower e dei social. Ma la musica, per fortuna è un’altra cosa! La musica c’è sempre, non ti giudica e non ti tradisce. E se tu per un periodo della tua vita la trascuri, lei questo non te lo fa pesare, quando torni da lei, ti accoglie sempre a braccia aperte!

Qual è l’artista (in generale, non solo musicista) che ammiri di più?
Devo dire, anche se sembrerà scontato, che è senza dubbio Burt Bacharach, ma solo perché ho avuto la fortuna di poter “vivere” con lui spalla a spalla. Nonostante sia un mostro sacro, la sua umiltà in ogni cosa, da come si veste, a dove e come vive è davvero ammirabile! Persona di grande profondità e dolcezza. Saggezza e semplicità. Vivergli accanto è stato un grande arricchimento per me.

Quale libro consiglieresti tra gli ultimi che hai letto?
Purtroppo a me leggere concilia il sonno (ride, n.d.r.), quindi faccio fatica a poter consigliare qualcosa. Ma, posso suggerire il mio primo libro per bambini che ho scritto e che è stato pubblicato il 21 marzo 2022. Un libro che parla di un viaggio soprattutto interiore… che affronta il tema dello yoga, dei centri energetici e dell’importanza della meta, ma ancora di più del viaggio stesso che si compie per raggiungerla: Il viaggio di Frida e Dario, Gesualdo Edizioni

Cosa è scritto nell’agenda di Karima?
Tanti buoni propositi, come ogni fine dell’anno… Mi faccio sempre delle lunghe liste.
Imparare a rallentare
Mangiare bene
Bere poco alcool
Leggere più libri
Ascoltare più musica
Meditare di più
Allenarsi…
Viaggiare di più…
Dire meno parolacce quando mi arrabbio specialmente se in presenza di mia figlia!!
Alceste Ayroldi