Genesis, Pink Floyd, Earth, Wind & Fire. Intervista a Elpidia Giardina

Pianista classica, eccellente clavicembalista ridisegna i contorni del rock progressive e del funk degli Earth, Wind & Fire. Sarà in concerto il 22 maggio (ore 11) in viale Lombardia 65 a Milano, nell'ambito della rassegna Piano City.

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Foto di Franca Centaro

Signora Giardina, lei è una musicista classica, tra l’altro eccellente clavicembalista. In realtà, due suoi progetti sono distanti da tale realtà: Genesis e Pink Floyd. Cosa l’attrae di questi due gruppi?
Penso che i Genesis abbiano una base classica, quindi è stato molto naturale per me arrangiarli al pianoforte. Infatti, è stato il mio primo progetto di questo tipo. I Pink Floyd sono molto diversi, ma diciamo che è stata una scommessa e poi ho voluto continuare con gli Earth Wind & Fire, Jesus Christ Superstar, Jobim, Sakamoto etc.

Secondo la sua esperienza e ampia conoscenza, ritiene che il rock progressive attinga dalla musica classica?
Sì, soprattutto la musica dei Genesis ove trovo affinità e sensibilità comuni per la loro ricchezza melodica ed armonica.

Quali criteri ha seguito per rileggere la musica di entrambi i gruppi?
Conoscevo, ovviamente, i loro brani (eseguivo ad orecchio ad insaputa dei miei maestri in Conservatorio). Poi, li ho riascoltati attentamente ricavandone una rilettura ed una rielaborazione personale congeniale alle qualità timbriche del mio strumento.

C’è un criterio che ha seguito nel selezionare i brani?
Sì. Ho studiato un metodo per eseguirli “no stop” creando un medley di 50’, tenendo conto dell’armatura tonale e dell’andamento ritmico tra un brano e l’altro. Cosicché è divenuta un’opera unica.

Questa sua scelta ha destato stupore nel mondo della musica classica?
Sì, le prime volte ma successivamente ho riscontrato elogi anche da parte degli ascoltatori più severi. Ora ho fans in tutto il mondo.

Pensa che il mondo della musica classica sia ancora troppo austero e rigoroso?
Sì, purtroppo. Se non fosse così rigoroso la musica classica attirerebbe maggiormente i giovani.

Prossimamente sarà ospite della rassegna Piano City Milano. Ha già in mente quale sarà il repertorio che eseguirà?
Il 22 maggio, ore11 presso il cortile di viale Lombardia a Milano eseguirò in prima assoluta un medley su brani degli Earth Wind & Fire.

Signora Giardina, quali sono stati i momenti più importanti e significativi della sua carriera artistica?
Ogni volta è sempre un’emozione diversa: dagli esami ai concorsi, ai concerti, alle riprese televisive e radiofoniche, in sala registrazione etc. Mi viene in mente l’ultima performance allo Spasimo di Palermo, scenario molto suggestivo, o a Milano nel giardino di S. Faustino ove il pubblico era seduto sul prato e mi attorniava.

Qual è la sua opinione sul sistema dell’industria musicale in Italia?
Penso che l’industria musicale italiana, come qualsiasi industria debba sottostare al principio “domanda/offerta”.

Ha mai avuto la tentazione di lasciare l’Italia e trasferirsi in un altro Paese?
Sì certo! Ho avuto la tentazione ma vivo e lavoro in un posto stupendo come Siracusa e sono felice così. Non rinuncio alla mia nuotata quotidiana!

Quali sono gli altri suoi progetti musicali ai quali tiene maggiormente?
Un po’ tutti quelli già citati.

Svolge attività anche in ambito compositivo?
Ovviamente ho una fase compositiva ma mi è più congeniale interpretare ed arrangiare.

Qual è il suo compositore preferito e perché?
Sono molto eclettica: adoro Bach, Ravel, Rachmaninov come appunto il progressive e tutta la bella musica.

Cosa è scritto nell’agenda di Elpidia Giardina?
Attualmente sono impegnata in sala registrazione ed ho finito le sessioni per il mio disco «Elpidia Giardina plays Genesis» che uscirà in autunno. Prossimamente concerti in Italia ed Europa.
Alceste Ayroldi