Umbria Jazz Winter 2018: parla Carlo Pagnotta

Il direttore artistico di Umbria Jazz presenta le linee artistiche dell’edizione 2018-2019 del festival che si terrà a Orvieto dal 28 dicembre all’1 gennaio 2019

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da sinistra a destra: Marcus Miller - Herbie Hancock - Wayne Shorter - Carlo Pagnotta

Umbria Jazz Winter, come l’edizione estiva, si conferma un appuntamento atteso dal mondo del jazz. Un’edizione che quest’anno presenta diverse novità, tra cui una decisa parentesi sul bebop, a partire dal trio di Barry Harris.
L’invito a Barry Harris è arrivato a seguito dell’incarico affidato a Ethan Iverson, che era già stato ospite a Umbria Jazz per la sua prima assoluta in piano solo, di fare questo tributo a Bud Powell. Quando ho letto il titolo del progetto che era Bud Powell nel XXI secolo, allora ho pensato: facciamo anche Bud Powell nel XX secolo e chiamiamo «l’ultimo dei Mohicani», ovvero Barry Harris. Ancor più con la ritmica giusta che è formata da Ben Street e Lewis Nash, quindi con un trio di tutto rispetto. Quando Barry Harris si fa affiancare da ritmiche locali, è tutto raffazzonato. E io certe cose non le so fare. Poi, Barry Harris è una mia vecchia passione. Lo ebbi come ospite a Perugia al Morlacchi nei primi anni Ottanta.

Per poi passare al progetto Bud Powell on 21 affidato a Ethan Iverson, una produzione Umbria Jazz. Vorrebbe parlarcene?
Ethan Iverson mi aveva detto di questa sua idea, che a noi è piaciuta e l’abbiamo sposata. Io non metto bocca sui progetti degli artisti e mi sono limitato a chiedere chi lui volesse. Con lui, quindi, ci sono Dayna Stephens, Ben Street, Ingrid Jensen e Lewis Nash, oltre all’orchestra di Umbria Jazz.

Un consistente spazio è riservato agli italiani, così anche alla celebrazione dei sessanta anni di attività di Giovanni Tommaso.
Sì, infatti apriamo al Mancinelli con il progetto di Paolo Fresu Mare Nostrum e La Dolce Vita di Giovanni Tommaso. Poi ci sono i progetti di Mauro Ottolini, quello di Rosario Giuliani Cinema Italia. Insomma, tutti progetti d’ottima fattura e qualità. Così come il Gospel, che sarà uno spettacolo unico e magico. C’è anche l’interessante progetto dedicato ai vent’anni dallo scomparsa di Fabrizio de Andrè. Poi, come sempre le jam serali-notturne.

Bebop a parte, in questa edizione c’è un vero e proprio focus sulla tromba e, in particolare, rappresentata dalla guardia italiana. Perché ha deciso di accendere i riflettori su questo strumento?
E’ partito come un caso, perché erano già della partita Rava, Fresu e Bosso, quindi ho voluto chiamare anche Flavio Boltro con il suo trio. E’ un caso fino a un certo punto. Ci sarà a Orvieto il solito clima festoso. E’ un po’ la magia di questa splendida cittadina che si fonde al clima che, in quei giorni, riusciamo a creare.

UJ ha sempre fatto da volano per molti musicisti. Quest’inverno chi consiglia di tenere particolarmente d’occhio?
Quest’anno, per la prima volta, non ci saranno cantanti al debutto. Con noi hanno acquisito notorietà diversi cantanti: da Gregory Porter a Cecile McLorin Salvant, Jonathan Baptiste – che ora si fa chiamare Jon Batiste e che ha avuto una notorietà televisiva dirompente negli Stati Uniti – . Quest’anno non ho beccato la cantante da far debuttare. Però, ci sarà Karima che, tra l’altro, l’abbiamo portata in Cina proprio con questo progetto.

L’ultimo concerto che le è piaciuto moltissimo.
Devo dire che i quattro pianoforti del tributo a Thelonious Monk lo ricordo ancora.

E quello che le è piaciuto meno?
Non te lo dico, anche perché ho troppo rispetto dei musicisti.

Guardandosi indietro, ha qualche rimpianto?
Non essere riuscito a portare Aretha Franklin a Umbria Jazz.

Ha qualche anticipazione per l’edizione estiva 2019?
Stiamo lavorando per la spring edition a Terni. Ebbe tanto successo nella metà degli anni Novanta Gospel & Soul e la ripetiamo quest’anno. Per l’edizione estiva, invece, ci stiamo lavorando. Il giorno 1 gennaio a Orvieto speriamo di annunciare il programma di Terni.

Le è mai venuto in mente di abbandonare?
No, per niente: voglio arrivare a novant’anni.

Alceste Ayroldi