Firenze Jazz Festival: le prime anticipazioni

Oltre 40 concerti in oltre dieci sedi diverse dislocate su Firenze, dal l'8 al 10 e dal 14 al 18 settembre. Le prime anticipazioni.

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Puntuali come ogni anno arrivano le prime anticipazioni del Firenze Jazz Festival.
In un periodo molto particolare per il mondo della cultura e dello spettacolo dal vivo, di ripartenza ma anche di riflessione per quanto è avvenuto nei difficilissimi anni della pandemia, il Firenze Jazz Festival riparte dai propri cavalli di battaglia e rilancia.  Forte della sua natura policentrica ed inclusiva, volta a portare il meglio della musica jazz nelle vie, nelle piazze e in alcune delle più belle location di Oltrarno e non solo, il FJF porterà un ricchissimo ventaglio di proposte, spaziando da esperienze più intime e per intenditori a grandi concerti presso l’Ultravox Firenze.
La rassegna – organizzata da Centro Spettacolo Network Soc. Coop. con la direzione artistica di Francesco Astore, con il coordinamento di Enrico Romero e in partenariato con Music Pool e Musicus Concentus – rientra fra le quindici grandi rassegne e festival dell’Estate Fiorentina e gode del contributo del Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze. Sponsor: Ruffino Media partner: The Florentine.

Roberto Ottaviano, foto di Eleonora Birardi

I primi concerti confermati
Giovedì 8 settembre: Anfiteatro Villa Strozzi, h.21,30
ROBERTO OTTAVIANO eternal love quintet: “In spirit Of Mingus – The Centenary Tribute” (Italia/UK)
Questo è l’anno del centenario della nascita di uno dei più grandi eroi del jazz moderno, Charles Mingus. E l’anniversario verrà celebrato in diverse occasioni nelle serate del Firenze Jazz Festival. Inevitabile iniziare il festival e le celebrazioni mingusiane in questo primo concerto nel migliore dei modi, con gli Eternal Love. Roberto Ottaviano è uno dei più validi e noti sassofonisti del jazz Italiano, attivissimo in Italia ed all’estero.  Questo suo ultimo gruppo, con il quale è attivo già da qualche anno e con il quale ha già inciso due apprezzatissimi album, lo vede al fianco di quattro fuoriclasse: l’inglese Alexander Hawkins, uno dei più originali pianisti europei, il clarinettista e sassofonista romano Marco Colonna e una delle migliori ritmiche italiane: il contrabbasso del veterano Giovanni Maier e la batteria di Zeno De Rossi.

Venerdì 9 settembre: Terrazza Villa Bardini, h.19,00
FRANCESCO MACCIANTI / STEFANO “COCCO” CANTINI QUARTET
Una vera e propria All Stars del jazz toscano. Alla testa, due veterani del calibro del pianista Francesco Maccianti e del sassofonista Stefano “Cocco” Cantini, due solisti di gran classe che non hanno certo bisogno di presentazioni, Con loro un contrabbasso ed una batteria che, insieme o individualmente sono quanto di meglio una sezione ritmica possa offrire, non a caso scelti da fuoriclasse come Stefano Bollani, Enrico Rava, Roberto Gatto o Gianluca Petrella.

Venerdì 9 settembre: Terrazza Villa Bardini, h.21,30
ANTONELLO SALIS piano solo recital
Magia. È quello che viene in mente forse più spesso quando si assiste ad una esibizione di Antonello Salis. Veterano sardo autodidatta, inizia come organista passando poi rigorosamente al pianoforte ed alla fisarmonica. Dopo le prime esperienze “beat” con gruppi come i Barritas, fonda il gruppo dei Cadmo, con i quali incide anche un album con ospite Massimo Urbani. Poi la folgorazione (e l’amicizia) con l’Art Ensemble of Chicago e in particolare con Lester Bowie e Don Moye, con i quali collaborerà a più riprese, con Don Cherry, Nanà Vasconcellos e tanti altri. Negli anni ’90 è attivo anche nel trio P.A.F. insieme a Paolo Fresu ed a Furio Di Castri, e nell’Orchestra del Titanic insieme a Stefano Bollani. Autore anche di musiche per film, teatro e balletto, Antonello Salis è uno dei più bei regali che un’isola straordinaria come la Sardegna ha fatto al jazz italiano. Ma soprattutto, per definirlo, può bastare una definizione: unico.

Lucy Woodward

Sabato 10 settembre, Villa Bardini, 21:30
LUCY WOODWARD QUARTET
Nata a Londra, trasferita con i genitori a New York a 5 anni, frequenta già a soli 16 anni la rinomata Manhattan School of Music. Il primo disco solista con la Atlantic le frutta 2 hit nei top 40, 2 BMI Music Awards e un invito da Jay Leno al Tonight Show: non male come inizio.  Il suo terzo album è prodotto da Tony Visconti, lo storico braccio destro di David Bowie, seguono collaborazioni con giganti del calibro di Rod Stewart, Celine Dion, Barbra Streisand, Joe Cocker e Chaka Khan, e un tour con i Pink Martini. L’amicizia con il bassista Michael League la porta a collaborare con gli Snarky Puppy, con cui incide nell’album “Family Dinner” (il video di “Too Hot To Last” ha fatto giustamente scalpore e viaggia sul milione e mezzo di visualizzazioni), seguono collaborazioni a più riprese con la band e una serie di concerti e tour internazionali insieme per una decina di anni. Ha recentemente inciso un album con il chitarrista Charlie Hunter, reinterpretando una serie di cover di blues, pop e soul, con brani anche di Blind Willie Johnson, Bessie Smith e Nina Simone.

Rosa Brunello

Mercoledì 14 settembre: Anfiteatro Villa Strozzi, h.21,30
ROSA BRUNELLO “SOUNDS LIKE FREEDOM”  (Ita/ UK/ Egitto)
Sounds Like Freedom è la seconda uscita discografica di Domanda Music, l’etichetta discografica fondata dal batterista italiano Tommaso Cappellato, di  base a Los Angeles. È un album concepito  dalla bassista Rosa Brunello con il prezioso contributo della trombettista Yazz Ahmed, emergente star del jazz inglese, le sperimentazioni di sapore arabo del chitarrista Maurice Louca  ed il drumming innovativo di Marco Frattini. Tutti i brani sono il risultato di improvvisazioni sulle quali la Brunello è poi intervenuta in post produzione insieme a Cappellato. L’album parla degli strani tempi che abbiamo vissuto, tempi in cui I contatti umani sono stati forzatamente ridotti ed in cui la possibilità di esibirsi dal vivo proibite in quasi tutto il mondo. Il cuore di questo album celebra un bisogno di libertà e la gioia di condividere esperienze con altri artisti, provenienti ad altre culture, in tempi in cui questi semplici ed elementari piaceri non possono più essere presi per scontati.

Hamid Drake
Foto di Roberto Cifarelli

Giovedì 15 settembre: Anfiteatro Villa Strozzi, h.21,30
HAMID DRAKE & PASQUALE MIRRA (USA / Italia)
Un incontro casuale, fortunato, alchemico, quello tra Pasquale Mirra ed Hamid Drake,  ma nulla risuona casuale ascoltando la musica che rimane aleggiante nell’aria a testimonianza della splendida intesa che si creò già agli esordi più di una decade fa, in modo immediato. Sorpresa e imprevedibilità, la voglia di superare il limite della convenzione con una incessante ricerca sonora,  questi gli elementi rintracciabili in questo suggestivo duo. La sinergia musicale e l’intenso scambio che Mirra e Drake riescono a creare ammaliano per la brillantezza delle idee che riescono ad esprimere non solo senza apparente fatica, ma con un interscambio e una interazione strumentale impressionante. Il processo attraverso il quale si sviluppano i percorsi musicali è l’estemporaneità, dunque, attraverso un uso evocativo degli strumenti, e della voce di Drake, senza pregiudizi stilistici di sorta dove due culture di appartenenza così apparentemente lontane si ritrovano, si amalgamano, si fondono, creando un ponte immaginario tra l’onirico, l’ancestrale e le melodie sospese, a tratti quasi ipnotiche dove le pulsazioni africane e orientali dei tamburi sanno assorbire l’eclettismo del vibrafono e respirarci assieme in un caleidoscopico viaggio sonoro. Batterista dei più ammirati ed innovativi del jazz moderno, a proprio agio in tutte le più diverse situazioni sonore a cui riesce comunque e sempre a regalare una marcia in più, Hamid Drake negli anni è stato inventivo supporto ritmico di artisti del calibro di Peter Brotzmann, William Parker, Herbie Hancock, Misha Mengelberg, Pharoah Sanders, Wayne Shorter, David Murray, Archie Shepp, Bill Laswell e Ken Vandermark.

Barbara Casini

Venerdì 16 settembre: Anfiteatro Villa Strozzi, h.21,30
BARBARA CASINI “HERMANOS” (Italia/ Argentina/ Brasile)
Con il suo ultimo lavoro discografico e live Barbara Casini propone una nuova formazione e un repertorio finora da lei raramente esplorato. Al trio ormai collaudato con Taufic e Burgio si affianca  la presenza al sax di Javier Girotto, il quale, nel passare dagli autori come Simón Diaz e Chabuca Granda ai più moderni Hugo Fattoruso e Carlos Aguirre, si rivela una guida perfetta per un viaggio nel variopinto panorama musicale dell’America Latina: dall’Argentina al Peru, dal Brasile al Messico, passando per Cuba. Paesi “fratelli” accomunati dalle ferite del colonialismo e dal contatto profondo con l’Africa dello schiavismo, ma che, come rovescio della medaglia, sono stati terreno fertile per ogni tipo di affascinante mescolanza culturale.
Barbara Casini, cantante, chitarrista e cantautrice, si dedica da sempre allo studio e alla diffusione della musica popolare brasiliana. Ha soggiornato a lungo in Brasile conquistandosi la stima degli artisti brasiliani che la considerano una ambasciatrice della loro musica nel mondo. Ha collaborato con importanti personaggi della scena jazz e brasiliana italiana e internazionale, come Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz, Toninho Horta; ha guidato varie formazioni con le quali ha inciso una ventina di cd che comprendono sia brani di sua composizione sia riletture monografiche grandi autori, e sia proponendo interessanti commistioni di generi, come il disco Vento (2000), inciso insieme a Enrico Rava con l’orchestra dell’Accademia Filarmonica della Scala), e Agora Tá (2012) con una big band, entrambi con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri, mentre nel 2020 ha inciso Viva Eu, registrato a Rio de Janeiro con Toninho Horta e con ospiti del calibro di Chico Buarque, Edu Lobo e Joyce Moreno.

Daddy G
Joan Thiele

Sabato 17 settembre: Ultravox Firenze – Parco delle Cascine, h. 18.00
DADDY G (Uk),  MOP MOP (Italia),  JOAN THIELE (Italia).
Dopo diversi giorni di intensissima programmazione il Firenze Jazz Festival si concentra in un’unica location di grande importanza per la città. Presso l’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale, nell’ambito dello spazio estivo Ultravox Firenze, in un’unica giornata si potrà ascoltare Daddy G, Mop Mop e Joan Thiele.
Grant Marshall, a.k.a. Daddy G – fondatore dei Massive Attack e pioniere della “Bristol sound” porterà in città la sua caratteristica miscela di dub, reggae, funk, disco e hip hop che l’ha portato a calcare i principali palchi internazionali. In aggiunta, in una line up ancora in fase di definizione,  il sound postmoderno dei Mop Mop  tra  ibridazioni  jazz, elettroniche  e funk, e Joan Thiele: cantautrice e produttrice italo-colombiana,  un’artista in grande ascesa dall’impronta musicale ed estetica del tutto personale.

Ghost Horse
Foto di Matteo Mangherini

Domenica 18 settembre: Locanda Le Tre Rane, Poggio Casciano, h.12,30
GHOST HORSE (USA/Italia)
Ghost Horse è l’espansione sotto forma di sestetto di Hobby Horse, trio avant-jazz formati dai due statunitensi Dan Kinzelman e Joe Rehmer e dal batterista Stefano Tamborrino, un combo che negli ultimi dieci anni si è posto all’avanguardia di un rinnovamento creativo nella scena jazz italiana, e che sta ricevendo un crescente e meritato riconoscimento a livello mondiale. Il loro approccio sorprendentemente originale alla manipolazione e alla ricombinazione dei linguaggi musicali emerge con forza nell’ album “Helm” menzionato in vari referendum come uno dei migliori dell’anno. A partire da un ricco humus di poliritmie latine e africane, Ghost Horse crea un ecosistema oscuro e misterioso che digerisce, scompone e ricombina elementi di free jazz, hip hop, blues e loop music. Il risultato è affascinante, qualcosa che pulsa e respira con le forze viscerali della natura che riprende possesso di strutture abbandonate.
Nel 2019 è uscito il disco d’esordio del sestetto, Trojan, conquistando grandi consensi dalla critica specializzata in Italia e negli USA. Nel 2021 esce il loro Live at Area Sismica e, a giugno di quest’anno Il Bene Comune, un disco si basa sulla familiarità rispetto a moduli elementari, e motivi semplici e ripetitivi. Questa semplicità offre la possibilità di una spiccata libertà individuale per ogni membro del sestetto. Eppure, questa libertà va esercitata con responsabilità. Le azioni individuali intraprese senza la dovuta attenzione e senza considerazione del bene pubblico possono produrre conseguenze impreviste, difficili da anticipare e da gestire.