Barbara Casini, il Brasile nell’anima

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La vita e la carriera di una protagonista del Musica Jazz Social Club

Musica Jazz Social Club – domani 4 ottobre Upcycle Milano Bike Cafè

Barbara Casini è nata a Firenze, il 30 luglio 1954, da genitori fiorentini che raramente avevano messo il naso fuori dall’Italia. In casa si ascoltavano le canzoni in voga, il jazz e la musica classica. Barbara suonava il piano e la chitarra, ma soprattutto cantava di tutto: i Beatles, Rita Pavone, Mina.

Poi un giorno arrivarono dei dischi «nuovi», un nuovo suono che veniva da oltreoceano: la Bossa Nova. Barbara aveva sì e no quindici anni. Iniziò così, semplicemente, il suo amore per la musica brasiliana, un amore straordinario che non è mai finito e che, una volta cresciuta, l’ha spinta a una svolta nella vita: nonostante la laurea in psicologia, abbandona il progetto di diventare psicoanalista e decide di fare la cantante. Si butta nella ricerca sfrenata di tutto quello che riguarda il Brasile, la musica, la letteratura e la stessa lingua portoghese.

Finalmente, nel 1982, compie il suo primo viaggio in quella terra sognata. Elis Regina è morta da un anno e Barbara ha già interiorizzato il suo modo di cantare, conosce a memoria ogni respiro, ogni sorriso e ogni lacrima che traspare dal canto di Elis.
In quel primo viaggio riempie una valigia di dischi, e l’anima di suoni e di nomi! Si accorge che c’è un mondo sconosciuto e meraviglioso di compositori, musicisti e interpreti che aprono nuovi orizzonti da esplorare.

Quando Barbara torna in Brasile fa molta strada, da Rio a São Luís do Maranhão, «scopre» il Nordeste e si innamora di nuovo, incontra Luíz Gonzaga mentre sta registrando il suo ultimo disco poco prima di morire, impara le sue canzoni e quelle di Geraldo Azevedo, Xangai, Jatobá. Il suo repertorio cambia radicalmente: in Italia, Barbara diffonde le musiche popolari di quel Brasile diverso, suona il triangolo e la zabumba, canta coco e baião, maracatu e bumba meu boi, ancora una volta si diverte e si commuove.

Nel frattempo forma il Trio Outro Lado con Beppe Fornaroli e Naco, con il quale incide un lp, «Outro Lado», (ristampato in cd dalla Philology nel 1999). Passano tanti anni, tanti viaggi, tanti incontri.

Nel 1994 forma un quartetto con Stefano Bollani al piano, Raffaello Pareti al contrabbasso e Francesco Petreni alla batteria, gruppo che resta attivo fino agli inizi degli anni 2000.

Collabora con grandi musicisti italiani e stranieri della scena jazzistica (Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz) e della Musica Popolare Brasiliana come Toninho Horta e Guinga, e partecipa con varie formazioni ai più importanti festival italiani. Nel corso della sua più che trentennale carriera si cimenta anche col jazz e con la canzone italiana e francese.

Ha al suo attivo più di venti cd.