Trevor Watts & Stephen Grew «All There Is»

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AUTORE

Trevor Watts & Stephen Grew

TITOLO DEL DISCO

«All There Is»

ETICHETTA

Discus


Due generazioni a confronto. L’immarcescibile settantottenne Watts abbandona provvisoriamente lo storico e affidabile pianista Veryan Weston e incontra per la seconda volta il cinquantenne Grew, già membro degli elettroacustici Grutronice. In sette appassionate e perigliose escursioni nei meandri del suono, il duo non lascia niente di intentato all’interno di una logica sempre squisitamente jazzistica. Sorprende soprattutto la vitalità di Watts – il più sottovalutato dei musicisti che fondarono un jazz autenticamente made in England sin dai tempi dello SME – che subito si mostra folgorante, aggressivo, passionale; macina temi in libertà, impetuoso, viscerale e cerebrale al tempo stesso. Il suo più giovane compagno non lo perde mai di vista, ne addolcisce le asperità, ne asseconda le svolte improvvise e rilancia, propone e invita a sua volta a inseguire nuove possibilità. Tra le cose migliori Shepherd’s Return, un vertiginoso slalom che progressivamente si cristallizza dando vita a una reiterata invocazione a tratti fortemente melodica, e Bird’s Eating, ossessivo becchettio a tratti rapidissimo. In entrambi i casi Watts è al soprano, mentre spicca al contralto in They’re All Home, con un bel cambio di temperatura: prima glaciale, poi febbrile. Musica senza tempo: qui ne risiedono il maggior pregio e il limite invalicabile. Registrazione di qualità eccellente.

Fucile

[da Musica Jazz, novembre 2017]


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