AUTORE
Jean-Charles Richard
Che cosa intendiamo quando parliamo di jazz da camera? «L’étoffe des rêves», il nuovo disco del sassofonista Jean-Charles Richard, è la risposta perfetta al nostro quesito. E questo in quanto si tratta di un album esemplare per rigore, eleganza ed economia di mezzi. Fondamentalmente è un lavoro a due o a tre – dipende dai momenti – i cui protagonisti, oltre al leader, sono l’amico pianista americano Marc Copland e il violoncellista transalpino Vincent Segal. Ne viene fuori un dialogo rarefatto e felpato, nel quale ogni singolo suono e attimo di pausa ha importanza. Un progetto arricchito dalla presenza di Claudia Solal, compagna del sassofonista e figlia del mago della tastiera Martial: alla sua voce preziosa vengono affidate sia le shakespeariane Ophelia’s Death e L’étoffe des rêves, cantate in inglese, sia Ophélie, dal poema di Arthur Rimbaud, eseguita in francese. Artista originale e anfibio, Richard è egualmente a proprio agio sia con il linguaggio della musica classica-contemporanea sia con l’idioma dell’improvvisazione, dato che li pratica entrambi con successo e senza alcuna inibizione. Non è da meno Copland, armonizzatore colto e finissimo, tra l’altro studioso di sassofono in gioventù e spesso compagno dal vivo e in sala di registrazione di maestri dello strumento quali David Liebman e Greg Osby. Poetico e denso di allusioni (a Debussy a Musorgskij) e di riletture (il Messiaen di O Sacrum Convivium), il disco scorre via come un sogno ammaliante e misterioso, svincolato dai legami con lo spazio e col tempo. Merito anche del timbro sospeso di Richard: soprattutto al baritono, evocando qua e là John Surman e Michel Portal, il leader soffia nel suo sax con una delicatezza e una leggerezza ammirevoli. Franchi Pubblicata sul numero di agosto 2022 di Musica Jazz
TITOLO DEL DISCO
«L’étoffe des rêves» ETICHETTA La BuisonneChe cosa intendiamo quando parliamo di jazz da camera? «L’étoffe des rêves», il nuovo disco del sassofonista Jean-Charles Richard, è la risposta perfetta al nostro quesito. E questo in quanto si tratta di un album esemplare per rigore, eleganza ed economia di mezzi. Fondamentalmente è un lavoro a due o a tre – dipende dai momenti – i cui protagonisti, oltre al leader, sono l’amico pianista americano Marc Copland e il violoncellista transalpino Vincent Segal. Ne viene fuori un dialogo rarefatto e felpato, nel quale ogni singolo suono e attimo di pausa ha importanza. Un progetto arricchito dalla presenza di Claudia Solal, compagna del sassofonista e figlia del mago della tastiera Martial: alla sua voce preziosa vengono affidate sia le shakespeariane Ophelia’s Death e L’étoffe des rêves, cantate in inglese, sia Ophélie, dal poema di Arthur Rimbaud, eseguita in francese. Artista originale e anfibio, Richard è egualmente a proprio agio sia con il linguaggio della musica classica-contemporanea sia con l’idioma dell’improvvisazione, dato che li pratica entrambi con successo e senza alcuna inibizione. Non è da meno Copland, armonizzatore colto e finissimo, tra l’altro studioso di sassofono in gioventù e spesso compagno dal vivo e in sala di registrazione di maestri dello strumento quali David Liebman e Greg Osby. Poetico e denso di allusioni (a Debussy a Musorgskij) e di riletture (il Messiaen di O Sacrum Convivium), il disco scorre via come un sogno ammaliante e misterioso, svincolato dai legami con lo spazio e col tempo. Merito anche del timbro sospeso di Richard: soprattutto al baritono, evocando qua e là John Surman e Michel Portal, il leader soffia nel suo sax con una delicatezza e una leggerezza ammirevoli. Franchi Pubblicata sul numero di agosto 2022 di Musica Jazz
DISTRIBUTORE
Ducale FORMAZIONE
Jean-Charles Richard (sop., bar.), Marc Copland (p.), Vincent Segal (cello), Claudia Solal (voc.).
DATA REGISTRAZIONE
Pernes-Les-Fontaines, 2022.
