Soft Works «Abracadabra In Osaka»

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AUTORE Soft Works

TITOLO DEL DISCO

«Abracadabra In Osaka» ETICHETTA MoonJune
Doppio cd preziosissimo, oltre un’ora e tre quarti di musica «carpita» in un concerto giapponese del 2003 opera di un quartetto quanto mai glorioso (tre dei cui membri purtroppo non sono più fra noi: sopravvive il solo Marshall, ormai prossimo agli ottanta) nato da un’idea di Leonardo Pavkovic, patron della MoonJune, per far rivivere il mito (la mitologia?) della leggendaria Macchina Soffice attraverso quattro dei suoi membri storici e in tal senso antecedente diretto della Soft Machine Legacy. Soft Works ha tenuto solo undici concerti e inciso un unico album in studio (stesso titolo, «Abracadabra», e stesso anno), ma l’aria che si respira in questa lussuosa reliquia appare ben più vitale di quella, sempre più di maniera (talora anche di routine), della succitata Legacy. La musica è diretta, solida, credibilissima, con Elton Dean che vi alterna a blocchi il sax alto e il proverbiale saxello, oltre alle tastiere dietro cui come da copione siede quando sono gli altri, in particolare ovviamente la chitarra di Allan Holdsworth, a guadagnare il centro della scena. Non ci sono grandi sorprese ma tutto marcia come Dio comanda, in maniera ispirata e non routiniera, specie in brani (undici in totale) come Seven Formerly e Baker’s Street, entrambi del sassofonista, Calyx di Phil Miller, Kings & Queens (da «Fourth»), Abracadabra e Facelift (da «Third») di Hugh Hopper e Has Riff di Dean e Mike Ratledge, principale assente dal consesso (si sarebbe del resto allontanato dal mondo della musica di lì a poco). Per aficionados e non. Bazzurro Pubblicata sul numero di luglio 2021 di Musica Jazz

DISTRIBUTORE

IRD FORMAZIONE
Elton Dean (alto, saxello, p. el.), Allan Holdsworth (chit.), Hugh Hopper (b. el.), John Marshall (batt.). DATA REGISTRAZIONE
Namba Hatch, Osaka, 11-8-03.
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