HAKAN BAŞAR «Maiden Voyage»

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AUTORE

Hakan Başar

TITOLO DEL DISCO

«Maiden Voyage»

ETICHETTA

Red Records

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Prima di tutto il titolo, decisamente azzeccato: «Maiden Voyage», proprio come il brano-simbolo di Herbie Hancock, la traccia sei nella scaletta di questo album. Ed è un vero e proprio «viaggio inaugurale» quello di Hakan Başar, che a soli ventun anni ha già molte frecce al suo arco. Per la seconda prova discografica da leader, il pianista di Istanbul approda all’etichetta milanese Red Records che, nell’attuale gestione, punta anche sulla scoperta di nuovi talenti, italiani in particolare ma non solo. Qui, accanto al giovane emergente della tastiera, ci sono due valori sicuri della nuova scena di casa nostra, il contrabbassista senese Michelangelo Scandroglio e il batterista fiorentino Bernardo Guerra: una coppia ritmica di solito più avvezza a contesti avventurosi che a cimentarsi con un classico trio in odore di mainstream. Ma l’ascolto del cd spazza via luoghi comuni ed etichette perché la qualità della proposta parla da sola. 

A esclusione di Compassion, composta da Hakan, i nove brani del lavoro sono una cavalcata libera e bella nella storia del piano jazz. Un viaggio – per tornare al titolo – nel grande repertorio che passa dal compianto braccio destro del Duca, Billy Strayhorn (cui viene reso omaggio in Lotus Blossom e nella bonus track, un Chelsea Bridge che è il brano più lungo del disco, al genio del pianoforte canadese Oscar Peterson (è felice e ispirata è la ripresa di una ballad come Wheatland). Ma Başar – che è definito dal produttore Marco Pennisi «un ascoltatore maniacale» – esplora pure il modernismo del già citato Hancock e di Cedar Walton, arrivando fino al Tyner di Inception e al Petrucciani di Chloe Meets Gershwin. A sorprendere è la straordinaria padronanza della materia, che si avvicina senza un’ombra di timore reverenziale ai temi e li esplora con la giusta dose di curiosità e di energia. Lo dimostra anche quando si trova ad affrontare l’unica pagina non pianistica del mazzo, Full House, capolavoro di Wes Montgomery. 

È nata una stella? Probabilmente sì, ma lo scopriremo solo vivendo. Per ora, come scrive nelle note di copertina Luca Conti, «godiamoci questa eccellente prova, poche chiacchiere e molta musica».    

Ivo Franchi

DISTRIBUTORE

IRD

FORMAZIONE

Hakan Başar (p., p. el.), Michelangelo Scandroglio (cb.), Bernardo Guerra (batt.)

DATA REGISTRAZIONE

Milano, 28 e 29-10-24.

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