Si terranno nel segno del ricordo del compositore, arrangiatore e produttore discografico bolognese recentemente scomparso Celso Valli i due concerti di “Jazz on Film”, il secondo progetto della rassegna del Teatro Comunale di Bologna firmata da Paolo Fresu dal titolo “Jazz on Symphony”. Dopo il successo di “The Man I Love” – che lo scorso marzo ha visto protagonista proprio lo stesso Valli, insieme a Ornella Vanoni, Malika Ayane e Simona Molinari per un omaggio ai temi d’amore nella storia della musica – “Jazz on Film” propone, venerdì 10 e sabato 11 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, le colonne sonore di alcune pellicole cult della storia del cinema negli inediti arrangiamenti per orchestra di Vince Mendoza. Il compositore e direttore americano vincitore di 8 Grammy Award, che vanta collaborazioni con Joni Mitchell, Pat Metheny, Herbie Hancock, Sting e Björk, è impegnato per l’occasione anche sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Solisti delle due serate – che sanciscono anche l’apertura del Bologna Jazz Festival 2025 – sono il sassofonista Joe Lovano e il trombettista Flavio Boltro. Nell’ottica della sinergia tra istituzioni musicali cittadine e della valorizzazione dei giovani talenti che si formano nel capoluogo emiliano, l’appuntamento è realizzato in collaborazione con il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna.

Il progetto racconta l’evoluzione del jazz nella storia della cinematografia dagli albori, con film che per le proprie colonne sonore attingevano a musical di Broadway e canzoni popolari, fino agli anni ’60 e ’70, quando si introdussero strumenti elettronici e linguaggi della musica pop, come nella colonna sonora di Death Wish di Herbie Hancock. In questo excursus si attraversano gli anni ’30 e ’40, segnati dal pedigree di Broadway e dalla presenza di piccoli gruppi jazz o di Big Band nelle pellicole dell’epoca, e si osserva il cambiamento che si registrò a Hollywood negli anni ’50 dove i registi, sempre più interessati alla sensazione generale della scena o del film invece che al “classico” suono hollywoodiano di compositori come Erich Korngold, Max Steiner o Alfred Newman, iniziarono a modificare l’uso della musica nelle loro opere: ne è un esempio il contributo di Miles Davis per Ascenseur pour l’echafaud, o quello di Bernard Herrmann per Taxi driver o ancora di Duke Ellington per Anatomia di un omicidio. I concerti metteranno in luce come anche nel cinema abbia avuto grande importanza il ruolo dell’improvvisazione, che ha portato sul set artisti come Herbie Hancock, Wayne Shorter, Krzysztof Komeda e Oliver Nelson.

Sul palcoscenico del Manzoni salgono come solisti due interpreti di riferimento del panorama jazzistico di oggi come Joe Lovano – sassofonista italo-americano vincitore di un Grammy Award, fondatore del Global Jazz Institute di Berklee, docente alla Juilliard e alla Manhattan School of Music e che ha suonato con artisti come Herbie Hancock e Bill Frisell, solo per citarne alcuni – e il trombettista Flavio Boltro, che ha suonato anche con Michel Petrucciani e Michel Portal, e ha registrato due album per l’etichetta Blue Note.