WAYNE SHORTER «Celebration Volume 1»

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AUTORE

Wayne Shorter

TITOLO DEL DISCO

«Celebration Vol. 1»

ETICHETTA

Blue Note

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Con trepidazione, ma sapendone davvero poco (non più che uno scarno comunicato d’una ventina di righe, e i crediti) ci siamo dedicati ai file di questo primo volume celebrativo della musica inedita di Shorter. L’album fissa un concerto del 2014, alla Concert Hall di Stoccolma, del quale pare che il musicista fosse rimasto entusiasta e, ad ascoltarlo, non sappiamo davvero dargli torto. Il progetto archivistico, invece, si era sviluppato a partire dall’autunno del 2022, per iniziativa di Rob Griffin, tecnico del suono che lo ha lungamente accompagnato. Dunque, Shorter non ha potuto occuparsene a lungo, ma lo ha fatto con convinzione sino al momento dell’ultimo ricovero in ospedale, decidendone infine il nome «Celebration» (pare che in un primo momento volesse chiamare la collana «Unidentified Flying Objects»). Non sappiamo dire di quante e quali uscite si comporrà la serie, stante la scarsità delle informazioni disponibili, ma non v’è alcun dubbio che l’ascolto della musica del quartetto, in questa prima uscita, innalzi non poco le aspettative. Il corpus dei lavori del gruppo si compone di una manciata di dischi, che tuttavia hanno investito un abbondante ventennio («Footprints Live!» è del 2002, ma era stato registrato l’anno precedente) con il magma vivo e palpitante d’una musica che possedeva il senso della lucida esplorazione, ad opera di un lucido intellettuale e di tre formidabili compagni di viaggio. Essa perciò si è largamente forgiata dal vivo, nel farsi di un repertorio via via affinato e messo a punto. Questo lungo concerto non smentisce la tradizione del quartetto, offrendo una musica tirata e tagliente, gravida di situazioni cangianti, colori e timbri. In un moto inesausto, che si scompone e si ricompone di continuo, essa mette insieme brani in qualche modo storici (come Orbits, che era in «Miles Smiles») e nuovi vettori per libere improvvisazioni (le cinque parti di Zero Gravity, soprattutto, ma anche She Moves Through the Fair, in chiusura, lunghissima). Il gruppo, che si muove sempre in sintonia perfetta, è guidato telepaticamente dalla voce strumentale di Shorter, che squarcia gli spazi di un flusso globale e perfetto, che sfida la stessa distinzione tra presente e futuro. L’album è imperdibile e conferma la presenza di Shorter nell’Olimpo dei musicisti di tutti i tempi. Noi non ne avevamo mai dubitato e siamo certi che la ben solida posizione che può vantarvi sia frutto, oltre che della sua produzione musicale, del suo intero geniale pensiero, per anni dedicato alla scoperta delle possibilità dell’umano.
Sandro Cerini

DISTRIBUTORE

Universal

FORMAZIONE

Wayne Shorter (sop., ten.), Danilo Perez (p.), John Patitucci (cb.), Brian Blade (batt.).

DATA REGISTRAZIONE

Stoccolma, 18-10-14.

 

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