TYSHAWN SOREY TRIO + 1 (WITH GREG OSBY) «The Off-Off Broadway Guide To Synergism»

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AUTORE

Tyshawn Sorey Trio +1 (with Greg Osby)

TITOLO DEL DISCO

«The Off-Off Broadway Guide To Synergism»

ETICHETTA

Pi


Nel recensire «Mesmerism», precedente a questa nuova opera, che viene facile definire «ciclopica» (tre cd, per una durata di quasi quattro ore e un totale di diciannove brani, molto spesso con durate oltre i quindici minuti!), avevamo appena accennato al fatto che il ritorno alle forme che si compiva attraverso quel disco non sembrava destinato a farsi statico. Vi emergevano in[1]fatti astrazioni, dilatazioni e mutamenti di stato che, pur appena increspando una superficie abbastanza tornita, non soltanto erano preziosi, ma rimandavano in modo piuttosto chiaro alla tellurica propensione di Sorey per la rivoluzione permanente. Che è la sua forza maggiore. L’album in commento, che ha visto la luce nel mese di novembre, conferma quanto si va dicendo e pure se calato nel medesimo contesto (sono pur sempre pagine «classiche», anche se non necessariamente del Great American Songbook, più Please Stand By, di Osby), si presenta ulteriormente spostato rispetto a un asse «straight», grazie a una dimensione onirica, talora ai limiti della trance (soprattutto nel primo volume) e a una forma che viene forzata soprattutto con la dilatazione dei tempi, secondo un’usuale modalità creativa del batterista. Saltano inoltre all’occhio la sostituzione di Matt Brewer con Russell Hall e la presenza di Osby, al cui «Banned In New York» la «guida» espressamente si richiama (con un’ispirazione niente affatto tradita, per la capacità di diretta comunicazione che innerva la musica). Se il cambio del contrabbassista non muta di molto le coordinate del gruppo (ma Hall si rivela un gran bel motore), diversamente è a dirsi per la presenza del sassofonista, che dona a una musica sempre pulsante una dimensione di ulteriore libertà, della quale tutti si giovano, grazie anche a quella dilatazione temporale di cui dicevamo. Osby è realmente incontenibile, sciorinando una quantità di idee che rimanda alle scatole magiche degli illusionisti, da quanto paio[1]no infinite; Diehl, dal canto suo, si dimostra ispirato dal contesto e fornisce una vera prova di enciclopedica maturità. Quanto al leader, egli semplicemente è ubiquo, come spesso gli capita, nell’ennesima prova di gigantismo musicale che lo riguarda, ma non saturo né sazio. La musi[1]ca, mai del tutto destrutturata, è sciolta, non trattenuta, e ravviva una tradizione che sa recuperare appieno senza farne mai questione di piatto ossequio formale o peggio di stile. Disco da non perdere.
Cerini

pubblicata sul numero di dicembre 2022 di Musica Jazz


DISTRIBUTORE

pirecordings.com

FORMAZIONE

Greg Osby (alto), Aaron Diehl (p.), Russell Hall (cb.), Tyshawn Sorey (batt., perc.).

DATA REGISTRAZIONE

New York, Jazz Gallery, marzo 2022.