AUTORE
Tyrone Allen II
TITOLO DEL DISCO
«Upward»
ETICHETTA
Dreams & Fears
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Il debutto da leader di Tyrone Allen II – nuovo bassista di grido della scena newyorkese, che abbiamo avuto modo di ammirare accanto a Sullivan Fortner – si presenta come una sorta di manifesto, di un’identità artistica che punta sul crossover e su una creatività multifattoriale. Infatti Allen, che pure visto dal vivo possiede la caratura schietta del virtuoso, non entra in gioco in quest’ultima veste bensì come ideatore di una struttura compositiva piuttosto articolata (quattordici pezzi, «montati» come a comporre una suite), dotata di un chiaro portato narrativo e quasi diaristico. Inoltre, come titolare di una dimensione di scrittura molto aperta, consapevole di una preciso assetto drammaturgico, esemplificato dall’uso dell’arpa.
L’approccio è maturo e assai ben definito, come la stessa veste di autore e produttore di se stesso lascia intendere. Nulla appare lasciato al caso, in una visione che riferisce un dato esperienziale e un percorso assai stratificato, per espressa ammissione del musicista, che ha riferito di una lunga gestazione («Early 2020’s», come il titolo del brano che apre il disco esplicitamente indica) e dell’idea di un procedere per cicli temporali estesi. Immagine che viene esattamente restituita dall’«ambiente» musicale creato dal disco, che possiede la centralità del basso, come guida e fulcro, ma sa ben sfruttare la spazializzazione degli altri strumenti (i fiati, l’elettronica, l’arpa di cui già si diceva), per creare un insieme stratificato, che procede con una certa sofficità via via più stringente, che finisce per imporre il proprio comando sull’intera volumetria sonora.
Il dato dell’affermazione autoriale è piuttosto evidente, rafforzato anche da un certo portato introspettivo ed emotivo: la forma della narrazione è perfettamente compiuta, sostenendosi appieno. Colpisce l’appartenenza a un contesto culturale ben definito (la «nuova» scena di NYC), che diviene convergenza di pratiche artistiche, di scelte produttive ed estetiche e di un controllo artistico pieno, quasi ostentato: un attraversamento organico di generi (jazz, R&B, hip hop, elettronica, ambient, songwriting), dove la poetica autoriale non è (più) separabile dal resto e tutto sta insieme.
Non tutto è perfetto, né possiede lo stesso grado di omogeneità nell’esito, altrimenti saremmo a parlare di uno dei dischi dell’anno. Lo rimane, tuttavia, se consideriamo che si tratta di un debutto i cui picchi sono molto in alto. e questa considerazione peserà non poco nel valutare Allen come giovane talento. Si tratta di musica che si impone con una certa circolarità indolente e in modo non bruciante: proprio per questo diviene difficile privarsene. Da non perdere.
Sandro Cerini
DISTRIBUTORE
tyroneallen.com
FORMAZIONE
Aidan Lombard (tr.), Neta Raanan (ten.), Lex Korten (tast.), Samantha Feliciano (arpa), Abe Nouri (elettr.), Tyrone Allen II (cb., b. el., tast., elettr.), Kayvon Gordon (batt.).
DATA REGISTRAZIONE
New York, 4 e 5-4-24
