TIZIANO TONONI & THE PAHÀ SÀPA ENSEMBLE «Winter Counts (We’ll Still Be Here)»

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AUTORE

Tiziano Tononi & The Pahà Sàpa Ensemble

TITOLO DEL DISCO

«Winter Counts (We’ll Still Be Here)»

ETICHETTA

Felmay


Come lo stesso Tononi preci[1]sa nelle note interne, i Winter Counts erano i dipinti, eseguiti su pelli di bufalo, che l’etnia Lakota utilizzava come calendario stagionale. Da sempre attento alla connessione tra lo spirito libertario della musica e i diritti civili, Tononi dedica questo doppio cd alla questione della discriminazione subita dai nativi americani fino ai giorni nostri. Ciò giustifica l’inclusione nel corpo del lavoro di vari recitativi, alcuni dei quali scritti dallo stesso Tononi che li affida sia alla propria voce sia a quella di Raviglia. A questi si aggiungono The Vanishing Grace, composta dal cantautore Johnny Horton, e The Talkin’ Leaves di Johnny Cash, canzoni che rispettivamen[1]te nel 1960 e 1964 si occuparono di questi temi. Abbondano poi i riferimenti. Ispirato alla protesta organizzata dai membri Sioux della riserva Standing Rock contro l’installazione di un oleodotto da parte della North Dakota Access Pipeline, The Water Protectors prende vita da una traccia ripetitiva dal sapore etnico e si traduce in un collettivo di forte impatto, con efficaci impasti e scambi tra le varie voci strumentali. A Holy Blues for John Trudell (espressa dedica all’attivista e cantautore nativo americano) possiede un forte respiro orchestrale, evocando a tratti la Woodstock Workshop Orchestra di Karl Berger, e sfocia in The 1973 Wounded Knee Rap, in cui l’elemento popolare afro-americano si alterna a echi di canti tradizionali nativo-americani. Russell Means e The Trail of Tears valorizzano le qualità di un collettivo in cui spiccano le individualità di Bittolo Bon, Parrini e Gusella. Tratta da una seduta del 2019, la lunghissima Tashunka Witko’s Last Stand contiene citazioni (un frammento da L’Uccello di Fuoco di Stravinskij, Peaches en Regalia di Frank Zappa) ed è animata da una densa sezione centrale in puro stile free form, resa ancor più concitata dagli infuocati assolo di Bittolo Bon e Scardino, per poi stemperarsi in un finale che vede protagonista il basso elettrico di Fonda. Infine, Peace Warriors consolida il legame con la poetica di Ornette Coleman e allude alla Liberation Music Orchestra, prima del recitativo finale in omaggio a due politici: il nativo americano Leonard Peltier, e l’afro-americano Mumia Abu-Jamal. Un disco-manifesto che, oltre a evidenziare l’intraprendenza del Tononi compositore, esalta attraverso il collettivo le doti di alcuni dei nostri migliori musicisti.
Boddi

recensione pubblicata sul numero di dicembre 2023 della rivista Musica Jazz

DISTRIBUTORE

felmay.it

FORMAZIONE

Gabriele Cancelli (tr.), Giulio Visibelli (ten., sop., fl.), Piero Bittolo Bon (alto, cl.b.), Emanuele Parrini (viol,), Domenico Caliri (chit.), Luca Gusella (vib., mar., perc.), Roberto Frassini Moneta (cb.), Tiziano Tononi (batt., perc., rec.), Marta Raviglia (voc., rec.); agg.: Beppe Scardino (bar.), Bobby Lee Rodgers (chit.), Paolo «Pee Wee» Durante (tast.), Joe Fonda (b. el.).

DATA REGISTRAZIONE

Pessano con Bornago, 29 e 30-6 e 1-7-22; Milano, 10-11-19.